Temporale

Tuoni e fulmini.

Il piccolo mi si accoccola accanto, non è spaventato, è più curioso.

Dove cadono i fulmini? Troveremo i buchi nel giardino? Cosa sono i tuoni? Cos’è il vento? Cos’è la gabbia di faraday? (La gabbia di faraday???)

Mille domande, difficilmente accontentabili con la storia dei frati che rotolano le botti, che raccontavano a me da piccina.

Ascoltiamo la pioggia, temendo un po’ per i vasi del giardino e per i pomodori appena “incannati”, chiedendoci dove sia finita la gatta, che in vita sua non ha mai visto un temporale e che immaginiamo con la coda elettrica e i baffi spiritati, e che arriverà, quando vuole lei, come una rockstar dopo una notte brava.

Fuori il mondo bugna avrebbe detto la mi’ nonna, il cielo è chiuso come una coperta.

Io accarezzo la testa scura di un bimbetto che cresce troppo alla svelta e mi parla di mille cose e non si cheta e dichiara certo, mamma, un temporale, che avventura!

La gatta arriva, spiritata, odora di fieno, medaglia d’onore per un gatto di città, il piccolo finalmente si decide a mettersi il pigiama e cercare di quietarsi.

Mi vengono in mente i ragazzi delle prime, ai quali ho appena finito di spiegare l’atmosfera, le basse pressioni, quelle alte, i cicloni e gli anticicloni.

Penso soprattutto a uno di loro, che mi ha detto “da quando ci ha spiegato le nuvole guardo il cielo in un altro modo”.

Chissà come vede il temporale stasera, il mio alunno gentile.

Chissà quanti modi diversi ci sono, di vedere un temporale.

Un gatto, un bambino, uno studente, un senzatetto, un pilota, un assetato.

Tutti sotto al temporale, tutti sotto a temporali diversi.

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Una risposta a Temporale

  1. AD Blues ha detto:

    Appena ho smesso di ridere per l’ennesima uscita mitica de’tu’ figliolo, mi sono reso conto che il tuo studente che ha dichiarato “guardo il cielo in un altro modo” sintetizza in modo mirabile l’effetto che un’insegnante dovrebbe sui ragazzi: accendere la loro curiosità.
    È la curiosità che “crea” gli esseri umani e poi li mantiene vivi e vitali in una comunità. Senza curiosità siamo dei sacchi di patate, inerti, alla mercé di chiunque.

    —-Alex

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