Il sogno e l’inferno

Sabato sera ho mandato un messaggio a tutte le mie classi spiegando l’ora del lancio della Crew Dragon, dando loro indicazioni su come sperare di vedere la sua scia dalla finestra.

Molti mi hanno risposto di averci provato, fermandosi, a guardare l’orizzonte, nel mezzo di un sabato sera passato, dopo così tanto tempo, con gli amici.

E anche io, ci ho provato, desistendo soltanto dopo aver visto i pesanti nuvoloni che ne avrebbero offuscato la visione.

E il pensiero non poteva non andare, mentre leggevo “launch America” a quello che nelle strade e nelle città d’America stava succedendo.

Un omicidio ignobile.

La rabbia incontrollata della gente.

Un presidente pazzo votato da americani pazzi che annuncia di voler slegare i cani contro i manifestanti, toccando uno dei punti più bassi della civiltà mai toccato in quel paese dai tempi della segregazione razziale (e ce ne vuole).

Mi viene in mente me bambina, che aspettavo ogni lancio dello Space Shuttle seduta alla tv con mia madre e mio padre, la gioia nel vedere uomini e donne nello spazio e la rabbia degli adulti nel sentir pontificare Ronald Reagan pochi minuti dopo.

Un paese capace di far sognare e nello stesso tempo strangolare l’umanità, faro di un modello di sviluppo insostenibile, pioniere dell’America first, in un mondo dove in troppi hanno preso esempio.

Soldi, tecnologie, territori immensi e opportunità, mescolati con la ferocia del dente per dente, della pena di morte, del razzismo, della violenza sommaria, della supremazia bianca.

Un mondo che fa sognare, un mondo che incute terrore.

Quando una mattina di novembre, accesi la radio e scoprii che milioni di persone si erano affidati alla guida di un ricco bullo violento pensai che la strada per riportare il mio paese e il mondo intero alla ragione era ancora più lunga e in salita.

Adesso mi pare che le sacche di resistenza pensante si siano ancor più affievolite, bruciate da qualche settimana di quarantena nella quale ci hanno letteralmente bombardato di fake fino a rendere impossibile continuare a discernere il vero dal falso, rendendoci manipolabile da chi urla più forte e più spesso le medesime bugie.

Mai, come adesso, mi pare urgente e necessario un nuovo umanesimo.

Investire sulla scuola come mai fatto prima, investire sulla cultura, sulla scienza, sull’educazione.

O finiremo in pasto ai cani del populismo peggiore.

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