Fumetti

Il piccolo è un naufrago su un’ isola familiare.

Senza scuola, qualche amico, ogni tanto, del paese, passa a salutarlo dalla rete del giardino.

Vede raramente i nonni, esce dalla splendida prigione dorata di casa di nonna ida solo quando veramente non sappiamo come altro fare.

piano piano ripartiremo, ma mi fido ancora poco del mondo, ho bisogno di tempo.

Nel giardino ha un tappeto elastico, che lui chiama “il salta salta” e che è insieme regno incantato, capanna sull’albero, campo di battaglia, banco di scuola.

Ieri mi ha chiesto come si fa a fare un fumetto.

Mi ha sorpreso.

Eh, devi pensare a un dialogo, disegnare chi parla e poi mettere quello che dicono in una nuvola..

Se ne è andato in silenzio.

Per tornare dopo con un foglio, dei pennarelli e una domanda:

“Come si scrive salta salta?”

S A L T A e lo scrivi due volte.

Ah, ok.

uff?

Ero molto curiosa ma ho aspettato fingendo indifferenza.

Poi è arrivato, con un disegno.

E me lo ha spiegato.

Gianpaolo, il protagonista, ha caldo.

La mamma gli spiega l’ovvio.

È stato troppo sul salta salta.

Gianpaolo ha il sudore dalle parti della testa e mani e piedi scalzi, con le dita piuttosto evidenti.

La mamma invece ha un bellissimo vestito perché sta per sposarsi. Col babbo di Gianpaolo.

A me fa buffo, che così piccino abbia più voglia e capacità di raccontare storie che di disegnare.

Mi commuove perché in questo mi assomiglia.

Mi assomiglia nelle storie. Nella paura della bicicletta, nel credere al mostro dello sciacquone.

Mi assomiglia nella voglia di raccontarle a qualcuno, queste storie, nella voglia di parlare, parlare parlare e nella presunzione di avere sempre qualcosa da dire.

E ogni tanto guardo il ciondolo col DNA che porto appeso al collo, che mi ricorda quanta aria ci sia, fra i gradini delle basi azotate, l’aria che è il vento che passa e porta con sé la voglia di assomigliarci.

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Una risposta a Fumetti

  1. AD Blues ha detto:

    Si potrebbe scrivere un fiume d’inchiostro su quanto sia bello ciò che hai scritto e su come le tue parole siano la dimostrazione dell’infondatezza di tanti —ismi che avvelenano la nostra comunità.
    Credo però sarebbe inchiostro sprecato perché non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire quindi mi limito a godermi la vostra magnifica storia

    —-Alex

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