Bandiere

Nel campo dietro casa c’è di nuovo il filo dei panni.

I vicini si fanno coraggio e si fanno vivi.

Quando ho visto i panni stesi mi si è sciolto il cuore, sono dove li stendeva sempre ida…

Eh sì.

Anche per questo il filo è di nuovo lì.

I panni stesi sono le vele al vento di una casa, sono le bandiere che dicono c’è gente qui, c’è un bimbo, c’è una donna, e pure un uomo.

I panni stesi raccontano i fatti nostri col megafono del vento.

I panni stesi sono preghiere per tutti quelli che un tempo sono stati qui.

I panni stesi raccontano al mondo che questa casa non è un guscio di lumaca lasciato a seccare al sole.

Tutti venivano da Ida, tutti passavano da qui, per una parola, per un consiglio, per una chiacchiera.

Lo so.

Io e i miei cugini sappiamo bene che vuol dire.

Quello che con amore chiamavamo radio nonna e altro non era che la sua telefonata, per sapere come stavi, perché aveva saputo.

E l’oggetto di quel saputo erano mille cose.

Aveva saputo del fidanzato.

Aveva saputo che la cugina grande aspettava i bisnipoti (i primi biscugini sono stati due gemelli).

Aveva saputo dell’esame all’università.

Aveva saputo che eri caduto di bicicletta.

Radio nonna.

Dai panni stesi, la vestaglia a fiori e la seggiola messa che guarda sulla strada.

Dio, quanto ci manchi.

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