Lotta libera

È spietato.

Ha dalla sua prontezza di nervi, gioventù di muscoli, un cuore di pietra.

Inizia fiaccandoti con un mezzo calcio volante fra le costole.

Poi un pugno a sorpresa sul naso.

Si gira e a doppio calcio manda i piedi nello stomaco.

I polmoni si fiaccano con un colpo di karate ben assestato.

Conosce il karate.

Ha guardato mettere e togliere cera, conosce la città di Okinawa e guarda l’avversario negli occhi quando si inchina.

Ma non conosce fair play se c’è da rompere ossa.

Lo si sente avvicinare, col passo del gatto.

Sfiora i miei capelli in un’illusione di dolcezza.

Mamma, posso venire nel lettone?

Che il combattimento abbia inizio.

Anche stanotte.

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