Non capisco

Ho cercato di riflettere a lungo sull’opportunità di scrivere questo post.

La nostra comunità e il paese in generale hanno bisogno di uscire dalle polemiche, dal “saprei ben io come fare” e dalle critiche continue.

La mia non è una critica, non lo so davvero, cosa avrei fatto, cosa avrei deciso. Sicuramente le cose sono più complesse di come le percepisco e sicuramente nemmeno le conosco tutte.

Ma io non capisco.

Abbiamo abbassato la curva del contagio stando in casa.

E abbiamo iniziato ad avere paura per i nostri posti in terapia intensiva quando la situazione non era molto diversa dall’attuale.

Adesso, col virus sempre in giro, possiamo uscire, vedere gli amici, mangiare al ristorante, prendere l’aperitivo, scegliere un nuovo costume da bagno.

basta prendere precauzioni.

Lo confesso: sono molto preoccupata, perché se si poteva vivere così anche prima non vedo perché non l’abbiamo fatto, e se non era possibile prima non capisco perché lo stiamo facendo adesso.

Adesso forse abbiamo medici più preparati.

Una popolazione più consapevole.

Ma io ho un timore molto forte.

Che riaprendo tutto da un giorno all’altro si veicoli il messaggio che il peggio è passato, che si possa abbassare la guardia, che si possa (quanto mi manca) tornare ad abbracciarsi, vivere insieme, baciare i nonni e le fidanzate.

E ho molta paura che questo ci porti alla situazione di partenza, perché se il virus adesso è meno pericoloso non è perché si sia “indebolito” ma perché non gli abbiamo fornito corpi da contagiare.

È stato lo stile di vita, non il caso, ad abbassare il numero dei contagi.

Io cercherò di comportarmi con le stesse cautele di prima, magari meno in ansia per un controllo sulla bontà delle mie autocertificazioni, ma con le stesse cautele di prima.

Ho annullato, a malincuore, le vacanze, farò con i sandali dell’anno scorso, cercherò di limitare comunque spese, uscite, città.

E non perché non mi stia a cuore la sorte dei commercianti, sulla quale occorrerebbero mille e mille e più distinguo, ma perché temo in un autunno peggiore della primavera.

Le ragioni dell’economia sono naturalmente importanti perché di economia si vive.

E senza lavoro non c’è pane.

Ma se tornando come prima facciamo arrivare una seconda ondata creeremo davvero il disastro economico.

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7 risposte a Non capisco

  1. AD Blues ha detto:

    Io lo dico da almeno un paio di settimane.
    La luce in fondo al tunnel che tanti dicono di vedere è il treno.

    —- Alex

  2. pensierini ha detto:

    Molto d’accordo.

  3. donna allo specchio ha detto:

    D’accordissimo con voi (comprese le misure di “economia domestica” che sto tentando di eseguire anch’io per le tue stesse ragioni). qui vedo un sacco di gente in giro senza mascherina e alle mie proteste su faccialibro mi sono sentita dire una battuta del tipo” ma proprio non ce la fate a vedere gente felice che esce”

  4. Maria Teresa Filieri ha detto:

    Considerazioni intelligenti e realistiche. Anch’io ho deciso di comportarmi con la massima cautela, ma il messaggio che è stato trasmesso è veramente pericoloso. Speriamo bene.

  5. marcoghibellino ha detto:

  6. Rosy Piri ha detto:

    Sono pienamente d’accordo.

  7. Claudia ha detto:

    Concordo in pieno anche se questo significa non vedere la mia famiglia per molto tempo..

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