L’avvezzo e il disvezzo dura tre giorni

Ovvero…

La trilogia della polenta.

Inizia stamani, e continuerà fino a mercoledì, il racconto di come lucettina, decisa a non uscire di casa, ha raspato nel congelatore fino a trovare mezzo chilo di farina di granturco congelata nel 2018.

Dovete sapere che se c’è una cosa che ho poco amato nella mia infanzia è la polenta.

Sono sempre stata la bimba media, che alle tavolate autunnali con gli amici di famiglia, coi funghi e la rosticciana in umido, col baccalà e i porri chiedeva il pane.

Mia madre, novella Efesto, a girare marmitte di polenta come lava di vulcano, usando un mattarello come mestolo.

Quindici commensali a fare i complimenti alla cucina.

E io chiedevo il pane.

Ero fatta così. Direbbe mio figlio.

Ma che ci faceva la farina di granturco nel mio congelatore?

Correva l’anno 2018 e io, entusiasta assessora al sociale, visitavo un’azienda agricola bellissima, quella dell’Anffas di Carraia.

Cornucopie di verdure, cascate di fiori, l’entusiasmo dei ragazzi e del loro coordinatore, agronomo, o biologo, non ricordo, ma una di quelle persone che quando le conosci pensi che meraviglia.

All’azienda facevano anche da coltivatori custodi per cultivar particolari di granturco, il formentone otto file (gloria del nostro territorio) e un altro, dall’incredibile pannocchia artigliata.

Me ne regalarono un chilo, in due pacchi da mezzo.

Non osai rifiutare. Né dire che non sapevo fare la polenta, né col mattarello né con un mestolo più umile.

La misi in congelatore, pensando che sarebbero arrivati i tempi giusti.

E così eccoli arrivati, i tempi giusti, che questa quarantena serva almeno per scoprire e per scoprirsi.

Pronto, mamma, ti volevo chiedere come si fa a fare la polenta.

Un silenzio incredulo dall’altro lato del telefono. Poi il racconto.

Acqua calda, polenta a piovere, mescola mescola mescola per dieci minuti, poi copri il tappo della pentola con un cencio umido e la ignori per una mezz’ora.

Cencio umido? Te la scordi? E il mattarello? E Efesto?

Signore e signori della giuria, il cencio umido funziona.

Mezzo chilo di farina. In quasi due litri d’acqua.

Fa uno sproposito di polenta.

Da mangiare in due, perché il piccolo ha pensato bene di continuare l tradizione di famiglia.

Non mi date da mangiare quella roba lì.

Ha sentenziato.

E ha chiesto una fetta di pane.

Io ho preso una cucchiaiata di molle pappa gialla e bruscolosa.

L’ho mescolata con l’ umido di pollo e salsiccia.

Accidenti.

Bona.

Una una sequenza di cene di famiglia mi sono passate davanti agli occhi: mio nonno, mantovano, divoratore di polenta, mia nonna, lucchese e polentofila anche lei, i miei zii, gli amici più cari.

Ho rivisto il fuoco acceso, mia madre ridere, Daniela fumare, Carla moccolare.

Ho rivisto il tavolo dei bimbi, la camera dei giochi, la tv in bianco e nero di plastica rossa.

E una frase mi è ronzata nella testa.

Una frase che mia nonna usava sempre, per raccontare che a prendere e a perdere abitudini ci si metta poco.

L’avvezzo e il disvezzo dura tre giorni.

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8 risposte a L’avvezzo e il disvezzo dura tre giorni

  1. marcoghibellino ha detto:

    PS =.= inizio ad avere crisi di astinenza da “fuori” la scarsità di umani mi ha permesso di vedere , passando in auto : cinghiali e daini frugare i cassonetti , una cicogna in volo da pochi metri! (marò se sono grandi) rapaci in città, nutrie al pascolo . In terrazza i piccoli di una coppia di piccioni hanno iniziato a volare, una colonba invece cova 2 uova , mi mangiano in mano e =.= smer….tutta la terrazza !!

  2. marcoghibellino ha detto:

    https://www.repubblica.it/esteri/2020/04/05/news/boris_johnson_ricoverato_in_ospedale-253251184/

    una brava persona non dovrebbe gioiri di questo, ma

    per cui io NON sono una brava persona

  3. marcoghibellino ha detto:

    se a casa vi annoiate ( diretto a tutti i frequentatori del blog) propongo di aprire un thread ” Storie e luoghi” inizierei io con Il Duomo di Arezzo arte e storia con immagini e testo ; un abbraccio

  4. marcoghibellino ha detto:

  5. marcoghibellino ha detto:

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