Wie geht’s?

Mi ha chiamato La Bionda.

Da Berlino, dove vive adesso, con la sua famiglia.

Voleva sapere come stavamo, se eravamo in buona salute, se eravamo sereni.

Abbiamo parlato un’ora.

Di ogni cosa, come avremmo fatto a Dresda, la casa lontana di ognuna delle due.

Le sue nipoti, diventate donne.

I nostri amici, che vediamo troppo poco.

Dresda, che è scampata alla vittoria della destra.

L’italia, che ha bisogno di un’Europa diversa da quella nella quale ognuno guarda in casa sua e il resto crepi, un’ Europa diversa che farebbe bene anche alla Germania, se solo lo capisse.

E mentre parlavamo e parlavamo risentivo nella sua voce il profumo dell’Elba, della neve ad Altmarkt, del trammino giallo.

La nostra Europa era all’inizio della fine, quando ci siamo conosciute.

Parlavamo della crisi, nel 2008, e ci chiedevamo cosa avrebbe portato con sé.

Adesso che abbiamo i figli, che sua nipote non va più alle elementari ma all’università, adesso vediamo le macerie del sogno che entrambe avevamo da una parte e dall’altra di un muro: entrambe quattordicenni quando cadde, io in Italia, lei in DDR.

Quante cose abbiamo perso, una dopo l’altra.

A che punto è sbrindellata la nostra povera unione.

Però noi ci siamo, siamo sempre lì, io e la bionda, come quel primo maggio a Moritzburg, come la Pentecoste in Turingia, come il progetto “trova un marito a Dresda”, o come quando riuscimmo ad aprire la peggiore bottiglia di vino del mondo con un ombrello (“sono stata giovane Pioniera, posso aprire una bottiglia con qualsiasi cosa!” Mi disse).

Noi ci siamo.

Resistiamo.

Ci vogliamo bene.

E ci preoccupiamo l’una dell’altra.

Come dovrebbe essere.

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4 risposte a Wie geht’s?

  1. marcoghibellino ha detto:

    ho riflettuto molto, ho provato ad immaginare come si sarebbe comportato un governo Lega,FI,FdI in un Italia con un problema COVID piccolo , diciamo come quello Finlandese , ve lo immaginate Salvini premier che aiuta l’Albania , come ha fatto Rama con noi?
    Detto questo , vagliati i nostri errori ma anche l’imposizione ricevuta dalla EU di tagli tragici ( e si vede adesso i risultati) , resto sempre dell’opinione che questa Europa è nata male e , sebbene io sia europeista , ci sono troppe differenze culturali tra i paesi nordici – anglosassoni e i così detti PIIGS , un EU adatta a noi poteva al massimo comprendere i 9 Italia, Spagna, Francia, Portogallo, Slovenia, Grecia, Irlanda, Belgio e Lussemburgo. Avremmo comunque litigato come bestie ^^ ma abbiamo molto in comune , per esempio la cialtronaggine .

    E comunque UU parafrasando il gen Custer…

    l’unico crucco buono ….

  2. donnaallospecchio ha detto:

    Un mio amico mi ha invitato in un gruppo di aiuto sul coronavirus a livello europeo. Ho accettato. Io non so se sono un’europeista convinta, so che quest’europa liberale mi piace sempre di meno. Vorrei avere più fidicia, ma sono scettica

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