Un uomo, solo

Ho guardato, invitata da un Caro Amico, la preghiera e la benedizione del Papa.

L’ho fatto per capire.

E non lo so se ho capito. Sinceramente.

Ecco cosa ho visto: ho visto un uomo solo, vestito di bianco, sotto una pioggia torrenziale, rivolgersi a un crocifisso silenzioso, lo stesso che avrebbe fermato la peste.

Mi sono immaginata i suoi pensieri, mentre chiedeva al suo dio di fermare l’epidemia, mentre chiedeva consolazione, conforto.

Mi sono immaginata il suo dubbio, umanissimo.

Se non mi ascolta?

Se non lo ascolta?

Se non succederà, se continueranno i morti, i contagi, le sofferenze, cosa potrà pensare quell’uomo che pare così saggio, sotto la pioggia che il suo signore non gli ha risparmiato, come a dire “che vuoi da me, lo vedi che non riesco, non voglio, nemmeno mandarti un raggio di sole?”

Se niente cambierà, se l’uomo solo resterà tale, cosa dovrà pensare di quel suo dio, che non fa nel 2020 quello che ha fatto quattrocento anni prima?

Ho assistito alla dispensazione dell’indulgenza plenaria, che mi ha drammaticamente messo in mente una universale unzione degli infermi.

Ho guardato l’uomo, che pareva voler svuotare il mare a cucchiaiate, che faceva quello che lui sapeva fare, quello che lui poteva fare.

E la voglia è stata quella umana, umanissima, di andarlo a cercare e di abbracciarlo, per consolare la sua fatica, sussurrargli ci hai provato, non è colpa tua, non è colpa sua, solo succede, e nessuno sa perché.

Lascia in pace dio, lui non c’è, prega l’uomo, affinché resista, affinché sopravviva, affinché ricordi.

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8 risposte a Un uomo, solo

  1. Vincenzo Perrone ha detto:

    Un abbraccio a te, intanto, Lucia.

  2. AD Blues ha detto:

    Capisco che per i credenti sia una grossa consolazione vedere che il Papa prega per la fine ma cosa succederà alla fede di queste persone quando domani, tra una settimana, si renderanno conto che l’epidemia non si è fermata?
    Daranno la colpa al demonio? Daranno la colpa al libero arbitrio concesso da dio agli uomini (e quindi alla libertà di girellare senza motivo in giro diffondendo il contagio)? Diventeranno atei?
    Oppure, considereranno la fine dell’epidemia, quando sarà, tra un mese, due un anno, come l’intervento del suddetto dio e saranno contenti così?

    —Alex

    • marcoghibellino ha detto:

      ci sono state guerre epidemie ben più gravi di queste terremoti catastrofi assortite ma la Chiesa/ le Chiese, sono sempre lì; la gente farebbe di tutto per non essere razionale . Un solo personaggio delle (varie) sacre scritture che ho letto ( Bibbia/e , Corano, Libro Tibetano dei morti, vangeli apocrifi e non etc etc ) Noè! Lui si era un grande; mica perchè ha fatto l’Arca ma perchè….

      Noè , disse l’angelo; Lui ha deciso di tirare lo sciacquone, statte acquort’ . Costruisci un arca così e così poi ..e bla bla etc (PUFF e svanisce)

      Noè , persona molto saggia dopo questa notizia schoccante , si comporta in modo molto umano e razionale; s’attacca alla bottiglia e s’imbriaca come na bestia .

  3. Maria Teresa Filieri ha detto:

    Una bella riflessione

  4. Fatima ha detto:

    No Lucia, nella preghiera del Papa non c’è dubbio, ma fiducia e speranza e l’ha voluta donare a tutti. Io non ho visto un uomo solo, in quella piazza c’era l’intera umanità, sia credenti che non, tutti in quella barca in mezzo alla tempesta, con tanta paura ed alla disperata ricerca di salvarsi. Ma da soli non possiamo riuscirci, dobbiamo ritrovarci, essere uniti e avere fede. Noi credenti la fiducia e la forza la prendiamo da quella croce e sappiamo quanto può fare ognuno di noi sia con le proprie azioni che con la preghiera. Chi non crede non capisce, e non riconosce la potenza spirituale che sta dentro a quell’uomo vestito di bianco e apparentemente “solo”, ma può comunque partecipare a questo risveglio dell’umanità e ad impegnarsi a suo modo per uscirne più uniti che mai, con amore e senso di fratellanza reciproco. Come ha ripetuto il Papa ” Da soli non ce la facciamo”.

    • Mariabruna ha detto:

      Fatima, concordo con ciò che hai scritto, la speranza intesa come “ fiducia” è ciò’ che il credente porta con se’ ; secondo me avere ed alimentare una fede incrollabile, significa in definitiva, avere una grande fiducia nell’umano, nell’umanita’ tutta.

  5. marcoghibellino ha detto:

    temere sempre gli uomini privi di dubbi , anche se sitimo e pure ammiro quel gesuita

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