esercitazione civile

Queste settimane sono davvero una palestra incredibile per gli atteggiamenti e le coscienze.

Spiegare ai ragazzi che di coronavirus molto probabilmente non si muore (per lo meno non più di altre cose che tolleriamo ogni giorno) ma che di ospedali intasati sì che si potrebbe morire, e che quindi se arrivasse l’ordinanza di star chiusi in casa, si STA chiusi in casa e non si va in giro a spargere e condividere germi.

Vedere che i numeri zero non sono cinesi immigrati ma più spesso manager, dirigenti, uomini d’affari italianissimi di ritorno da viaggi in Cina.

Capire sulla propria pelle cosa si prova a sentirsi dire chiudiamo le frontiere agli italiani.

Entrare in un supermercato e non trovare quello che serve, non sentirsi al sicuro, tranquilli, non perché sotto le bombe, ma perché preda di un’ isteria collettiva.

Vedere e avere chiaro che gli organi di stampa hanno da tempo colpevolmente perso la missione di educare le persone per inseguirne invece gli istinti e le paure, ottenendo certo maggiori guadagni ma una pubblica opinione in preda al panico.

Cercare di spiegare la differenza fra contagi e diagnosi, che i numeri in crescita raccontano sì una capacità di propagazione rapida del virus ma anche e soprattutto, in questi primi momenti, l’accertamento di contagi già avvenuti e finora ignorati.

Cercare di convivere con l’incertezza, col dubbio, un giorno dopo l’altro.

Provare a pensare che c’è gente che scappa da ben altro, alla quale vorremmo chiudere la porta e i porti in faccia.

Chissà se sentirci discriminati ci possa aiutare a non farlo agli altri.

Chissà se impareremo a pensarci come una collettività da proteggere e non un insieme di individui l’un contro l’altro armati.

O chissà se ci picchieremo per l’ ultima lattina di fagioli.

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2 risposte a esercitazione civile

  1. AD Blues ha detto:

    Secondo me il senso di comunità è già morto e sepolto.
    Ci vorrebbe un evento ben più grande è grave di questo per far guarire questa massa di egocentrici che siamo diventati.

    —-Alex

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