sentirsi giovani

incredibile il potere di ringiovanimento che possiede la scuola.

intendiamoci: sapere che mi sono diplomata un quarto di secolo fa e che questi ragazzi mi guardano come fossi matusalemme non è esattamente quello che si intende per sentirsi giovani.

ma sto scrivendo questo piccolo post in un pomeriggio di fine inverno, con una pila di libri di scEnze accanto al computer, su una scrivania che da qualche mese è il “mio studio”, con un astuccio contenente stilografiche (sì, anche quelle con l’inchiostro blu, con buona pace del maestro Battiato) e dopo aver finito di rileggere, ripassare, organizzare in verifiche, argomenti meravigliosi, come l’avvento delle fanerogame, il sistema acquifero degli echinodermata, la comparsa del celoma, le catene trofiche negli ecosistemi e molto altro ancora.

che mai e poi mai avrei pensato di poterci passare un pomeriggio insieme.

che mai e poi mai avrei sognato di ristudiare, riscoprire, rileggere per trovare le parole per raccontarle e raccontarle bene.

le matite, le penne, i libri…

A volte mi compro una gomma nuova per risentire quel senso di colpa misto a soddisfazione di quando, da ragazzina, iniziavo una gomma senza aver finito o perso la precedente, solo per il gusto di veder limato dolcemente uno degli spigoli, solo per darsi come imperativo quello di non togliere la carta che gli fa da corazza, solo per dirsi che stavolta no, non ci avrei scritto sopra, non l’avrei sporcata cancellando le cose scritte a lapis sul banco, non l’avrei forata con la punta del lapis.

mi sento giovane, mi sento una privilegiata, non uccidetemi, vi prego. mi sento di potermi concedere il lusso di iniziare un nuovo quaderno, promettendo a me stessa niente pasticci e ricredendomi, come sempre accade, alla prima parola scritta per sbaglio e cancellata con un tratto di penna.

Mi sento giovane perché mi rivedo, mi ricordo, mi ripenso a quegli anni, insicura, sciamannata, studiosa di quasi tutto. Mi rivedo sul banchino e mi rivedo a casa, sotto la finestra sul tetto di Farneta, a studiare con la voglia di uscire fuori, a vedere la primavera arrivare, a veder fiorire i poggi, arrivare gli amici per cena.

Ragazzi, godetevi questi anni, sono anni di gloria.

Naturalmente verifica di scEnze a parte..

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2 risposte a sentirsi giovani

  1. Marina ha detto:

    Si…. Proprio così… Anche io… L’ho capito tardi… Mi ci son trovata verso i 30 anni…. Ció che mio Padre stesso aveva iniziato a quasi 40…..fare il Prof…. Forse è rimasto davvero l’unico “antidoto” all’inesorabile passare del tempo….
    Ah quanto è Bella giovinezza che si fugge tutta via…

  2. donnaallospecchio ha detto:

    ah ma che bello vedere dei prof cosi contenti di esserlo! l’ho sempre detto che essere prof non è un mestiere, ma una vocazione!

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