Che avrà avuto da ridere

Sono entrata in classe.

Con un sorriso che andava da un orecchio all’altro.

I ragazzi mi hanno guardato come si guarda un marziano appena atterrato.

Che ci trova da sorridere?”

Mi ha chiesto una ragazza.

E io ho taciuto.

Cosa avrei dovuto risponderle?

La verità era che ero felice di vederla, lei e i suoi compagni.

Che ero felice di essere a scuola.

In una classe dove avrei ripassato le vecchie lezioni di prima delle vacanze, dove mi sarei lanciata in grandi discorsi sull’evoluzione, sulla biologia molecolare, sulla riproduzione sessuata e asessuata, sull’uovo amniotico, sulla linea laterale dei pesci e la simmetria raggiata.

Cosa avrei dovuto risponderle, che ero pagata per fare una cosa bellissima, raccontare di scienza, a una classe attenta e consapevole, che ascolta quello che dico e, magia, lo impara, e lo capisce e lo sa spiegare?

Avrei dovuto dirle che ho passato anni a leggere libri sull’evoluzione senza poterlo raccontare al lavoro, e che ero lì, non solo autorizzata ma giustificata a parlarne?

Avrei dovuto dirle dell’enorme privilegio che sento di aver ricevuto a essere un’insegnante, un’insegnante a dei ragazzi, come lei, come sono stata io, come sarà mio figlio?

No, non avrei dovuto. E saggiamente non l’ho fatto.

Ma ieri mattina ero felice di essere a scuola, e mi pare un lusso che non capita sempre, di andare felice al lavoro.

Per cui grazie, ragazzina, che nemmeno te ne accorgi e sei il motivo del mio sorriso.

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7 risposte a Che avrà avuto da ridere

  1. AD Blues ha detto:

    Ti auguro di conservare per sempre questo tuo entusiasmo. I tuoi studenti te ne saranno sempre grati.
    Ho la sensazione che generazioni intere di studenti siano state rovinate da professori apatici, annoiati o più probabilmente, frustrati a causa dal disinteresse della società e della politica verso la scuola stessa.

    —-Alex

  2. donna allo specchio ha detto:

    ma che meraviglia!! una persona felice del suo lavoro!! sembra cosi raro di questi tempi!! be i tuoi pipponi piacciono persino a me che non mi considero certo un adetta delle materie scientifiche … mi considero una lettteraria pur riconoscendo che le scienze sono necessarie a fornire le soluzioni per tirarci fuori da questa m in cui l’umanità si è messa (ma il discorso sarebbe lungo …)

    Concordo con alex in parte e leggendo il tuo post il mio pensiero è ritornato indietro ai miei prof, ne ho avuti alcuni come quelli descritti da lui … che mi hanno fatto odiare certe materie, ma secondo me c’era altro. C’era la frustrazione di non essere ascoltato anche dagli studenti, c’era l’incapacità di mantenere l’attenzione delle persone, c’era un senso d’inadeguatezza che usciva fuori, c’erano pregiudizi (il più delle volte giustificati) verso delle ragazzine viziate, c’era l’incapacità di comprendere il mondo dei ragazzi.

    Ho sempre pensato che essere prof è una missione più che un lavoro e ho sempre ammirato molto i prof perchè trasmettono il sapere e lo fanno con entusmiasmo e instillano nell’altro la volontà di apprendere, quando funziona. Questo è creare magia. E non sempre dipende dall’esterno, anche se la professione puo usare alla lunga come tutte le professioni. Ho visto prof lamentarsi e essere frustrati della disattenzione del mondo politico nei confronti della scuola, ma restare prof in grado di parlare ai ragazzi e di tenere una classe, capaci di parlare per un’ora e tutti li ascoltavamo come se raccontassero una favola

    • pensierini ha detto:

      Pensierini sloggata:
      In passato ero anch’io come te, entusiasta e propositiva, felice di condividere quello che sapevo. Poi, con l’aumentare della distanza temporale tra la mia età e quella degli studenti, mi sono sentita sempre più in difficoltà. Ora sono stanca di ripetere sempre le stesse cose e forse rischio di fare più danni che utile, insegnando con così poca ‘spinta’. E’ pertanto ora di ritirarmi dalla mischia, non senza dolore in verità, ma con la consapevolezza di aver dato tanto e di aver fatto del mio meglio per accontentare tutti gli studenti che mi sono stati affidati.

      • donnaallospecchio ha detto:

        peccato ! perchè da quel poco che ho letto sul tuo blog e sui messaggi a me fai pensare alle persone che descrivo e penso ai miei vicini d’infanzia, entrambi prof impegnati, che sono stati frustrati negli anni dalla disattenzione del mondo politico, ma sono stati anche tanto amati dai ragazzi. Ci sono persone che ancora dopo anni si ricordano di loro e scrivono loro su faccialibro, segno che qualcosa hanno lasciato. Sono certa che anche per te è cosi. Auguro a te di non mollare e a Lucia di non perdere il suo entusmiasmo.
        Un abbraccio e un augurio di buon anno

      • pensierini ha detto:

        pensierini sloggata: Grazie di cuore della stima, ti abbraccio stretta anch’io

  3. gipo ha detto:

    Secondo me potevi anche dire la verità: che ti piace essere a scuola, sarebbe stato un bello spunto di riflessione per loro :)

  4. Marina ha detto:

    …. Si un privilegio….. Sottovalutato mal pagato iper burocratizzato…. A cui é prestata poca attenzione anche da quella Politica ove si é militato… e si continua a credere e sperare che qualcosa cambi….

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