Voglia di piccinitudine

Siamo capitati su fantastico 1979.

Il piccolo non ha resistito, e si è messo a ballare insieme alla sigla.

Nel 1979 avevo la sua età.

Mio fratello era arrivato da pochi mesi e abitavamo a farneta da un anno, poco più poco meno.

Ogni cosa odorava.

Il presepe profumava di muschio e sabbia umida.

Lo shampoo di mela, il balsamo di miele.

Il pongo di pongo.

Il das di das.

La cucina di torta, arrosto, cardoni lessi.

Casa di Santina era l’odore della stufa.

Gli odori mi tenevano per mano, da piccola potevo passare da uno al successivo senza perdermi.

Essere piccoli era bello e basta.

Essere piccoli era i nonni.

Babbo Natale che non si vedeva.

La Befana che spaventava.

Il caminetto acceso.

La tv piccola, rossa, con quattro manopole e in bianco e nero.

La bambola Caterina che sapeva cantare.

Le scarpe da notte fatte con la lana avanzata dei maglioni.

Gli amici a cena.

I pennarelli.

I chiodini.

I pastelli a cera.

L’enciclopedia dei quindici.

La moquette marroncina sulla quale poter camminare scalzi.

E un mondo protetto, ma vero insieme.

Buone feste, che possano essere quelle che desiderate.



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