Ho esultato con te

Che la prima settimana di scuola mi hai guardato e mi hai detto io non sto capendo nulla prof, non capirò mai, questa materia non mi riesce e non ce la farò.

La prima verifica ti aveva dato ragione: un disastro insalvabile, una Caporetto totale, una tragedia greca.

I giorni successivi avevo provato a scuoterti, a farti qualche domanda al volo, semplice, quasi ridicola.

Per ottenere uno sguardo che diceva non ci provare, non sono connesso, non sono qui, sto solo aspettando che mi rapiscano gli alieni.

Piantato in quel banco minuscolo per le gambe lunghe di un adolescente.

Quattordici anni e la solida consapevolezza di non potercela fare. Mai.

Poi il ricevimento delle famiglie.

La scelta di un’alleanza. Di metterti a lavorare.

La seconda verifica sei e mezzo.

E poi l’interrogazione.

Per l’interrogazione sono arrivati i compagni. Chi ti ha aiutato a casa. Chi ti ha risentito a scuola. Chi ha fatto il tifo dal posto. Chi, molto più prosaicamente, ha provato a suggerire.

Ma non ce n’è stato bisogno.

Hai risposto alle domande.

Con sicurezza e un po’ di paura.

Quasi incredulo di poterci riuscire.

Consapevole di sapere molte cose.

Di doverne imparare e digerire altre.

Come gli altri.

Come tutti gli altri.

Un sette e mezzo che per me vale dieci.

Un sette e mezzo meritato, rincorso, sudato, guadagnato sul libro e sul quaderno.

Adesso non mollare.

Che goduria ragazzino.

Ti giuro che ero più felice io di te.

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5 risposte a Ho esultato con te

  1. donnaallospecchio ha detto:

    che bella soddisfazione, per lui e per te!! bravi tutti

  2. marcoghibellino ha detto:

    =.=
    ti aggrappavi al banco
    come il soldato alla terra
    durante il bombardamento
    curvo dietro la schiena del secchione – tricea
    (me)

    Tutti i grandi sono stati bambini una volta.
    (Ma pochi di essi se ne ricordano).
    Antoine de Saint Exupery

    Il ricordo del piacere non è più piacere.
    Il ricordo del dolore è ancora dolore.
    George Byron

    Chi non ricorda, non vive
    Giorgio Pasquali

    (su su un sorriso)

    RICORDO COM’ERI….
    Pablo Neruda
    .
    Ricordo com’eri l’autunno scorso.
    Eri il basco grigio e il cuore quieto.
    Nei tuoi occhi lottavano i bagliori del crepuscolo.
    E le foglie cadevano sull’acqua della tua anima.
    Aggrappata alle mie braccia come un rampicante,
    le foglie raccoglievano la tua voce lenta e calma.
    Falò di stupore in cui la mia sete bruciava.
    Dolce giacinto azzurro curvato sulla mia anima.
    Sento vagare il tuo sguardo e l’autunno è lontano:
    basco grigio, voce d’uccello e cuore famigliare
    dove migravano i miei desideri profondi
    e cadevano i miei baci allegri come braci.
    Cielo dalla nave.
    Campo dai colli.
    Il tuo ricordo è di luce, di fumo e di stagno quieto!
    Oltre i tuoi occhi ardevano i tramonti.
    Foglie secche d’autunno giravano nella tua anima.

    Casorati – Persone – 1910

  3. marcoghibellino ha detto:

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