Tira vento

Quando il vento soffia così forte che i gabbiani paiono lanciati con la fionda io torno un po’ con la mente a Dresda.

A Dresda sul fiume, dove a novembre gli uccelli andavano a piedi e scivolavano sul ghiaccio, dove le labbra si screpolavano, gli occhi lacrimavano, e questa settimana iniziavano i mercatini di Natale.

Mi dicono che Dresda è molto cambiata.

Che i neonazisti la fanno da padrone.

Che non c’è più l’aria che conoscevo io.

(Chiariamoci: una mattina a colazione Frau Patata mi chiese, fra un sorso di caffè e un morso al Wurst ma con tutta la disoccupazione che abbiamo in Sassonia, proprio un’italiana dovevamo assumere? Quindi non è che fossero molto gentili nemmeno dieci anni fa).

Io però vorrei di nuovo andare e capire.

Parlare a lungo coi miei amici.

Vivere di nuovo lì abbastanza a lungo da non dover dipendere da un articolo di giornale.

Perché se proprio dobbiamo dirla tutta, la differenza fra noi e loro è che loro chiamano le cose col loro nome, mentre noi siamo sempre lì a cercare gli eufemismi giusti.

La AFD, il partito neonazista tedesco, è in Sassonia molto potente, avendo recentemente raccolto il 27%.

La AFD viene, giustamente, appellata neonazista.

Come mai non possiamo definire la Lega quindi neofascista, visto che della AFD è alleata in Europa, ne condivide metodi e principi e alleva le stesse mostruosità?

Perché siamo bravissimi a trovare i neonazisti in casa d’altri, un po’ meno a farlo in casa nostra.

Il 30 non potrò andare a Firenze per degli impegni importanti di famiglia e mi dispiace molto.

Perché nelle sardine vedo lo stesso sguardo pulito che vedevo negli occhi dei miei concittadini sassoni ogni volta che si ritrovavano, per mano e al petto una rosa bianca, per dire mai più nazismo.

Perché qui, come là, il pericolo c’è, ed è quello dell’oblio, della dimenticanza, della storia cancellata.

Che il vento faccia garrire le bandiere, annodi i capelli e intrecci ricordi.

Che Dresda e Firenze si ritrovino, entrambe, dalla parte giusta della storia. Quella che non dimentica.

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2 risposte a Tira vento

  1. Marina ha detto:

    …. La Memoria che langue ha bisogno di un nuovo vento quello della Speranza e forse dell’azione concreta da parte di un’Europa troppo presa dagli accordi commerciali che dai temi delle migrazioni infinite che hanno bisogno di regolamentazione e dignità.

  2. ciacco.29 ha detto:

    Noi andremo tutti e quattro.
    Non so quanto il piccino potrà capire, ma mi basta che impari a sentire.

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