Foglie

Ho camminato sotto la pioggia, con scarpe comode e bruttissime, uno zaino in spalla pieno di libri e fogli e penne e lapis.

All’ora dell’uscita da scuola.

La differenza in una trentina d’anni e l’aspetto da strana, anziana prof.

Ho attraversato uno spiazzo, circondato da grandi alberi ingialliti dall’autunno.

La pioggia faceva cadere acqua e foglie insieme, una pioggia di colori bruniti, rossi, gialli, contro il cielo grigio di novembre.

E ombrelli colorati di ragazzini in attesa, e il traffico impazzito di genitori ansiosi e autobus per ogni destinazione, per riportare a casa i più lontani, dove pranzeranno, e poi studio o cazzeggio o chissà.

E l’ansia per il giorno dopo se riporta i compiti o se interroga.

E io che rimbalzo fra me e loro, me stessa ragazzina e la me stessa di adesso, così lontane ma così per mano ogni volta che li vedo, che entro in classe, che passo da una fermata all’uscita da scuola, che guardo cadere le foglie come le ho guardate ogni anno senza davvero pensare al tempo che passava e che passa, che, come un autobus, mi ha portato dal banchino alla cattedra, da interrogata a interrogare, da fare il compito in classe a correggerlo.

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Una risposta a Foglie

  1. Gufo a molla ha detto:

    Non c’è fine all’ansia! da tutte le parti ci si trovi!

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