il girino

stiamo cercando di prenderci del tempo per noi.

che va grattato, difeso, protetto.

lunedì sera siamo scappati in piscina, tutti e tre, la florida mamma, il placido babbo e l’irrefrenabile ranocchio, ancora girino, più che ranocchio, ma è uguale.

la florida mamma si era informata sull’orario di “acquagym”per signore, in modo da avere qualcosa che potesse muovere secoli di muscoli addormentati, mentre i due uomini si erano accordati per un tuffo senza pretese, essendo, il più piccolo dei due, leggero come una piuma e tendente alla frase magica “ho freddo” che pronuncia di solito dopo i primi cinque minuti in acqua. per poi dimenticarla, preso dall’entusiasmo e iniziare a starnazzare senza ritegno (in questo ha preso da me).

l’entrata in acqua del ranocchio ha qualcosa di spettacolare.

nessuno, come lui, incarna meglio la distanza incredibile che c’è fra come uno si sente e come uno appare.

e il fatto è che lui si sente un gigante pieno di muscoli terrificanti, mentre gli altri lo vedono, che sciocchi, come un quattrenne sottopeso.

per cui si vede, a bordo vasca, un Calvin (vi ho già detto che il piccolo è in realtà “Calvin” di “Calvin e Hobbes”? trovo quel fumetto meglio di un trattato di pedagogia) che si avvicina minaccioso verso la doccia, apre l’acqua e poi inizia a uggiolare, ora di freddo, ora di caldo, ora di gioia.

poi arriva agli scalini, quando tutte le signore ormai hanno smesso di guardare l’istruttrice e si godono il fumetto. si fa coraggio, si tuffa (in testa ha una cuffia a pescecane che dovrebbe incutere molto timore e degli occhialini che paiono una visiera da sci) e inizia a saltare come un capretto.

da lì a poco ecco la frase magica:

ho freddo!”

seguita, un istante successivo, dalla frase tremenda.

mi scappa la cacca!”

per cui il babbo prende, lo toglie dall’acqua, si rinfilano entrambi gli accappatoi e mi salutano. il piccolo con l’entusiasmo di chi è in braccio a suo padre, il padre con la disperazione di chi sa che non sarà né breve né facile.

ritornano, dopo venti minuti e la scena si ripete.

esibizione di muscoli.

camminata decisa verso la doccia.

tuffo e starnazzo.

3…2…1…

“ho fredddo!”

poi gli passa il freddo, preso dalla voglia di far vedere quanto è bravo, e se lo dimentica.

quando lui inizia a scordarselo, inziano le domande dei genitori apprensivi.

hai freddo?

no.

sei sicuro?

sì.

siccome prima hai detto che hai freddo.

ma adesso non ho più freddo.

davvero?

alla decima domanda alla fine confessa di avere freddo, credo più per accontentare noi che per questioni reali, ma tant’è.

stavolta perfino la mamma ha finito di dimenare le puppe, per cui tutti e tre escono, si vestono e corrono verso gli spogliatoi, perché il piccino, non so se si è capito, ha freddo.

ci ri ritrova fuori, lavati e profumati.

ti è piaciuta la piscina?

moltissimo!

anche se avevi freddo?

non avevo freddo…

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2 risposte a il girino

  1. marcoghibellino ha detto:

    ti suggerisco di far pagare il biglietto o passare dopo, come gli artisti di strada col cappello $.$

  2. giorgiorgio ha detto:

    Meraviglia. Ci ho visto Diego, che proprio sabato scorso ha deciso di non andare più in piscina causa “freddo”. Per fortuna che nuota già come un pesce <3

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