Giornalismo

Me li ricordo, i giornali di carta.

Come del resto ricordo le istruzioni degli insegnanti, dalle scuole medie fino all’università, relativamente ai testi scritti e alle immagini che li descrivevano.

Se mettete un’immagine, una figura, dovete darle un nome, un titolo, spiegare perché l’avete scelta, raccontare cosa descrive.

Sì chiamavano didascalie e chiarivano l’origine e il contenuto di una immagine. Si applicavano agli articoli di giornale come alle ricerche sull’Etna, ai resoconti delle gite scolastiche e alle descrizioni degli stomaci dei ruminanti.

Ci spiegavano, gli insegnanti, che le figure sono importanti, evocative, ma che necessitano di spiegazione e contestualizzazione.

A me piacerebbe conoscere chi ha scelto la foto a corredo dell’articolo/ intervista di Pietro Colaprico su Repubblica on line del 1 novembre.

Mi piacerebbe chiedergli perché, per illustrare una intervista alla nuova ministra dell’interno, che racconta che non c’è alcuna invasione, ha pensato di mettere ragazzi accampati, non si sa dove, non si sa quando.

Quale sentimento pensava di suscitare nel lettore, con questa foto?

La foto è scattata in Italia?

In un centro di prima accoglienza?

In uno dei paesi di partenza?

Racconta, questa foto, quello che il testo dice?

Serve, questa foto?

A chi, e come?

Ma soprattutto, cosa sta diventando il giornalismo? Ha ancora la serietà, il rigore, la voglia di narrare i fatti nella loro complessità come ci raccontavano da ragazzi oppure è solo lo specchio di un paese grossolano, che va per parole d’ordine, che non approfondisce più nulla, che si tratti di migranti, di farina bianca, di vaccini, di omeopatia?

Ci servono dei giornali del genere?

Fra avere una informazione che non informa ma che, anzi, rincorre l’opinione, e non avere una libera informazione c’è molta differenza?

La mia risposta è e sarà per sempre sì, perché anche il potenziale di una informazione libera è sempre meglio dell’assenza di libertà di informazione.

Ma ho sempre più la terribile sensazione che presto, di questo giornalismo, si potrà fare terribilmente a meno.

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3 risposte a Giornalismo

  1. marcoghibellino ha detto:

    possiamo anche, è non sò se è un ipotesi migliore o peggiore e molto deprimente, pensare che ,con incuria , incapacità stupidità, cialtroneria si sia scelta la prima foto, a caso, che tratti di immigrati .

    Non mi stupirebbe vedendo , anche su testate importanti come Repubblica, Corriere della Sera ecc vadano on line articoli con marchiani errori di battitura, grammatica e altro

  2. donna allo specchio ha detto:

    Non ti consiglio di venire in Francia allora, qui l’informazione viene constantemente deformata. non si direbbe, ma in Italia c’è una libertà della stampa che manca qui

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