Venezia sta sull’acqua

Venezia sono due città in una.

In alcune strade Disneyland, con gli americani grassi, i tedeschi pastello, i giapponesi timidi.

E poi basta svoltare un angolo, fingersi persi, camminare un metro, un metro solo più in là per vedere i panni stesi, i bambini che giocano a pallone, i campi, campielli, le calli nascoste.

Ogni piazzetta il suo pozzo.

Ogni ponte un riflesso diverso.

Ho trovato anche Santa Lucia, chiusa in una teca, come una Biancaneve dimenticata. Troppi secoli in attesa del bacio di un principe le hanno raggrinzito le mani ed i piedi, argentato il viso e i capelli, impolverato la veste magnifica.

So che non è lei. Lei mai si sarebbe fatta rinchiudere in una scatola di vetro. Ma le ho mandato un pensiero lo stesso.

Abbiamo cercato e trovato subito il vecchio ghetto, abbiamo mangiato kosher, ascoltato le pietre raccontare storie un tempo magiche poi terribili, guardato i muri, annusato gli alberi.

Annusare.

A Venezia è un verbo che si usa tanto.

Venezia a volte sa di mare e a volte sa di fiume.

Terra in mezzo all’acqua e acqua fra la terra.

Preda dei souvenir per cinesi, in alcuni momenti l’ho detestata. Più volte l’ho amata.

Rialto, la versione veneta di Ponte Vecchio, entrambi impossibili da godere se non, forse, a notte fonda.

San Marco. Bellissima. Come tutti i meticci.

I capitelli del Palazzo Ducale, ci può volere una vita per guardarli tutti.

Un bimbo che corre, che salta felice.

Mi scopro a chiamarlo, preoccupata che si perda.

Mi godo il fatto che è il mio.

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4 risposte a Venezia sta sull’acqua

  1. marcoghibellino ha detto:

    Che nostalgia, era la mia boccata d’aria quando ero militare li vicino, proprio a novembre ( tu sei stata fortunata bella giornata) io la ricordo nebbiosa, intima, senza turisti ( mi piaceva molto) ore a camminare per calli e campielli di una Venezia che sembrava quella di H Pratt e Corto Maltese, anche io il ghetto ^^, le botteghe , una trattoria a mangiare le schie , le chiese , Murano, fredda e umida ma la divisa ti faceva entrare anche nei laboratori vetrari , caldi illuminati dal vetro rovente .

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