La cartella

Indubbiamente fare l’insegnante fa sentire giovane.

Ho un’agenda, che assomiglia un po’ a un diario, ho un astuccio con lapis, gomma, penna e matite, ho un quaderno e molti libri.

Ogni sera, per sicurezza, ripasso quello che mi devo portare dietro: quali classi e quale punto del programma, quali libri, quali verifiche.

Sono una di loro, soltanto dall’altra parte dello specchio: ogni mattina mi interrogano, il loro sguardo emette (quasi sempre) un giudizio, firmare il registro accanto alla mia materia appena prima di iniziare l’appello mi fa entrare nell’atmosfera regalandomi quei pochi secondi che servono per ordinare pensieri e sinapsi.

Sto imparando a conoscere i colleghi, quasi come compagni di classe, solo che ci vediamo meno.

In questo invidio un po’ il gruppo dei ragazzi: loro sono insieme, se tutto va bene resteranno amici per tutta la vita, si ritroveranno da grandi a parlar male di noi e “di quella volta che”.

E così ogni sera, mentre faccio la cartella, amo provare a sentirmi ancora al liceo, ripenso alla musica di allora, alle passioni e ai sogni.

E così mi sento un po’ in seconda B, dove da una settimana spiego Darwin e non riesco a smettere di parlare.

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6 risposte a La cartella

  1. pensierini ha detto:

    Sei di sicuro una prof di cui si ricorderanno con stima e affetto.

  2. AD Blues ha detto:

    In 2B non smetti di parlare di Darwin da una settimana, eh?
    Non so se compatirli o invidiarli! 😁

    —-Alex

  3. Federica ha detto:

    Darwin, la passione della zia Mariella!!!

  4. Papero ungherese ha detto:

    Cara Lucia!
    Oltre a Darwin hai anche il jolly Einsten, con la sua relatività.
    Accettando la tesi della relatività del tempo, dal loro point of view, sarai sempre la prof con il triplo degli anni, e tu (e tanti altri) ci sentiremo sempre vecchi la metà, se non un terzo!
    Ma se fai la media ponderata delle persone presenti in classe, risulterai pursempre una giovinciulla implume, la compagna di banco, la scintilla di luce, a cui vogliamo un mondo di bene!
    … E fra 20-30 anni, anche loro Ti penseranno e richiameranno con affetto e gratitudine i dolci ricordi degli anni di scuola!

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