una penna, blu

Mi ha chiamato in disparte, si è frugato in tasca, fino a trovare quello che cercava.

Una vecchia Pelikan blu, a pompetta, dal pennino elegante come un pennello.

Ho pensato che ti poteva piacere.

L’ho abbracciato stretto.

Così diversi, lui e io.

Vecchio democristiano lui.

Mangiapreti io.

Uomo di legge.

Donna di scEnza.

Barba bianca.

Capelli neri.

Di uguale abbiamo il colore degli occhi, che ci si accendono quando ci arrabbiamo, l’amore per la razionalità e per la cancelleria.

L’ho abbracciato più stretto di quanto un’assessora beneducata dovrebbe fare con un funzionario.

Poi sono andata a scrivere la mia bella lettera di dimissioni.

La vuole scrivere al computer?

Mi hanno chiesto all’ufficio stipendi.

No, grazie, ho una bellissima penna.

Ho risposto.

Non è stato facile, ma era la cosa da fare.

Quel lavoro mi mancherà moltissimo, ma più di ogni altra cosa, le persone che in quel lavoro ho avuto la fortuna di incontrare.

Ho cambiato strada, casa, stato, vita mille volte.

Ogni volta ho pianto.

Credo sia questo, essere fortunati.

Grazie di tutto, bella gente.

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