bimbi, e basta

Sono stata invitata a una cena delle famiglie che ospitano bimbi bielorussi durante l’estate.

Sono i figli della generazione che iniziò più di trent’anni fa, quando l’esplosione della centrale atomica generò l’inferno.

Sono bimbi grandi e piccoli, alcuni con disabilità gravi, altri silenziosi e taciturni, altri allegri e sorridenti.

Il mio piccolo petardo dalla testa nera è stato felice di giocare tutta la sera, si sono sempre capiti, con uno sguardo, prendendosi la mano, ballando insieme alla musica della banda.

Bimbi, bimbi e basta.

Come dovrebbe essere.

Con l’amore e l’attenzione che si deve a qualcosa di delicato e fragile, con l’attenzione che metteva il signore accanto a me mentre scriveva nel traduttore “fai la brava bambina” da far leggere alla sua piccola ospite e con la tenerezza negli occhi mi spiegava abbiamo avuto per tanti anni sua madre, era una bimba buonissima, lei è un maschiaccio scatenato!

E mentre me lo diceva leggevo nel suo sguardo l’indulgenza che ogni nonno mette parlando dei nipoti.

Fra meno di un mese la nostra città ospiterà di nuovo i bambini saharawi.

Colori diversi, capelli diversi, occhi diversi.

Ma bimbi, bimbi e basta.

E il livello di civiltà di una comunità si misura anche e soprattutto dall’accoglienza che riserva ai bimbi, da ovunque essi arrivino, indipendentemente dal mezzo di trasporto, perché i bambini sono l’unica scheggia di umanità che sa parlare a dio.

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2 risposte a bimbi, e basta

  1. AD Blues ha detto:

    Bello bello,
    un gruppetto di bimbi bielorussi affetti da varie disabilità sarà ospite per una settimana al Camp, tra un mese, non vedo l’ora.

  2. donnaallospecchio ha detto:

    Grazie lucettina, perche per un attimo mi hai fatto pensare che almeno una parte dell’italia tenta di essere normale, bimbi e basta. Oggi leggevo su faccialibro un post che parlava di 27 anni fa, quando molti albanesi sbarcarono a Brindisi e il sindaco dell’epoca lancio degli appelli di alla popolazione locale invitando all’accoglienza di gente che aveva sopratutto fame e sete, fece cucinare dalle mense dei pasti in più. E mi sono chiesta, dove è finita quell’itialia li?

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