A chiacchera, d’estate

Mi raggiunge in giardino, si mette accanto a me.

Guarda, so fare l’occhiolino!

Accidenti! Bravo! Chi ti ha insegnato?

Da me solo… ho provato tante volte, tante tante fino a che non ci sono riuscito.

Io lo guardo, i piedi lerci, la pelle lucida dal tanto correre e saltare, addosso l’appiccichìo dei giochi di tutta una giornata vissuta bene.

Il mio bimbo cresce. Mi racconta le cose, si diverte a stare con me quando fa sera, mi guarda e mi parla e io resto stupita di ogni scemenza, mi chiedo quando sia successo che ha imparato e io non c’ero e mi dico anche che con lui non ci sto quasi dieci ore al giorno, e che quindi in effetti, se non me le racconta, non lo posso sapere.

Così me lo godo, il mio momento sotto al leccio, col piccolo uomo che mi parla di sé e mi mostra le ferite eroiche dell’estate.

Questo me lo sono sbucciato all’asilo, questo me lo sono fatto a lucca, quest’altro da nonna…

Mi guarda e ride, con l’ironia che possiede dalla prima volta che l’ho visto.

E io chiacchiero, e lui pure e mi viene da pensare che diventare vecchia potrebbe pure non essere terribile, se il leccio continuerà a fare ombra alle nostre chiacchierate.

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Una risposta a A chiacchera, d’estate

  1. donnaallospecchio ha detto:

    diro una grande banalità, ma … è lui la tua salvezza :) comunque grazie di rallegrarmi la giornata con le sue storie :)

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