quasi fossimo in Germania

Ieri è stata una giornata luminosa di freddo cielo azzurro.

Maggio fatica ad affermarsi, le rose da nonna sono ancora intabarrate nei boccioli, le ortensie ti guardano come a dire non sono pronta, inutile che insisti.

I semi di prezzemolo e basilico dormono della grossa e le pratoline ormai sono padrone incontrastate del giardino, rifiorendo ben oltre marzo e aprile.

A me, se devo essere sincera, non dispiace rimandare il momento nel quale lascerò le mie otto maglie a pipistrello (4 nere, 2 grigie, 2 blu) con le quali ho passato l’inverno, mi hanno fatto da guscio e da casa, da tana e da grotta, da coperta e da coccola.

E questo freddo mi ricorda un po’ Albertplatz, il trammino giallo, il chiosco delle fragole fuori dalla Neustädterbanhof, il profilo incantato di guglie di pietra e oro della mia amata Dresda.

Così non mi lamento se la mattina ancora usciamo di casa col foulard al collo e le scarpe chiuse, se ancora il caldo fatica ad arrivare, se ancora si deve aspettare.

Cosi mi godo questa piccola Germania temporanea, e resisto meglio alla nostalgia.

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2 risposte a quasi fossimo in Germania

  1. ^^ io ho alcune rose giallo rosse e giallo rosa ma stò rubando rose di ogni colore da tutti i giardini cui passo vicino ^^ basta che sporgano dalla recinsione e sono mie, perchè …

  2. marcoghibellino ha detto:

    la prima mandata di talee fatta su queste ^^

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