Passeggiando per Livorno

A Livorno tira vento e bisogna mettersi i sassi in tasca.

A Livorno una lucchese si perde.

Dov’è il dentro e dove il fuori?

Il cerchio delle mura non c’è, al suo posto la linea infinita del mare.

A Livorno si cammina e improvvisamente si affaccia il mare, inatteso, inaspettato, spettinato come un livornese.

A Livorno si mangia il pesce da fischietto, al confine di un parco, nella vecchia sede del rugby Livorno e a un metro dal parco la città è di nuovo città, con la strada, le macchine, le case dagli avvolgibili verdi e i davanzali di travertino.

A Livorno l’elegante terrazza confonde i pensieri, porta lontano, a guardare il mare sotto i piedi e pare un miracolo di trasparenza e baruffa.

Un cane peloso rincorre la padrona in tuta e culo ritto, un altro più asciutto tira un occhialuto signore senza avvenenza.

Anche i cani paiono più liberi, a Livorno.

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2 risposte a Passeggiando per Livorno

  1. marcoghibellino ha detto:

    e perdersi nel porto mediceo nell’aroma di mare fogna ruggine pesce ,al pomeriggio fare una pausa a base di cecina ^^

  2. pensierini ha detto:

    il mercato americano, mi ha sempre fatto effetto, tutte quelle uniformi e mostrine e elmetti. che roba.

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