A un amico lontano

Le lontananze possono essere di tanti tipi.

Ci sono quelle fisiche, geografiche, e quelle mentali, oppure quelle temporali: si può vivere vicini ma non sentirsi, non vedersi, non parlarsi.

Io e questo mio amico non ci vediamo, sentiamo, scriviamo, da qualche anno. So ist das Leben, capita.

Quando parlavamo spesso, qualche anno fa, i 5 stelle stavano per conquistare i primi comuni, Parma, Livorno.

Lui ne era entusiasta.

Leggeva la rivoluzione nel loro modo di castigare una sinistra che meritava ogni punizione, che non imparava dai propri errori e che non era mai abbastanza.

Era sinceramente convinto che in parlamento ci fosse una classe di corrotti che facevano a gara per compiacere Berlusconi, che si fosse perso ogni spinta etica e legale.

Era solidamente cinquestelle (grillino, diceva lui) perché li riteneva dotati di un’etica più pura, più vera, perché la politica tradizionale lo aveva deluso e schifato.

All’epoca riconoscevo le sue buone ragioni, ma lo invitato a fare attenzione a chi si improvvisa, a chi non studia sodo, a chi parla di complotto per sentito dire.

Cercavo di metterlo in guardia sui metodi fintamente democratici, le piattaforme, il blog di Grillo, le votazioni on line.

Non avrei nemmeno io mai immaginato che sarebbero potuti diventare gli alleati di un ducetto che stravolge le regole del vivere civile, che avvelena i pozzi della democrazia e della convivenza, che divide il paese in noi e loro, che non esita a strumentalizzare le vite in mezzo al mare di gente vera, donne e uomini veri, bambini veri.

Chissà che mi direbbe il mio amico…

Chissà se si è pentito o se, come molti, ha subito quella torsione incredibile che ha trasformato tanti delusi della sinistra in ultrà dell’estrema destra.

Chissà se accetterebbe queste mie parole, magari passeggiando per Firenze, senza arrabbiarsi lui ed io, ormai su isole così lontane da non potersi avvicinare se non col tempo lunghissimo di costruzione delle barche di una volta.

Il mio bisnonno e la mia bisnonna erano socialisti. Contadini della pianura padana. Seguirono un uomo forte, sentito a un comizio, che diceva che era stanco di compromessi e prometteva la rivoluzione.

Quando uscì dal partito socialista loro uscirono con lui.

Era Benito Mussolini.

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Una risposta a A un amico lontano

  1. pensierini ha detto:

    Ma almeno non si iscrissero al partito fascista, immagino.

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