Quando arriverà

Quando arriverà nella nostra città l’accoglieremo come si accoglie uno straniero.

Uno straniero che abbia attraversato il mare, e che sia stanco del lungo viaggio.

Le racconteremo di quando gli stranieri eravamo noi, eterni migranti, leggendari migranti.

Magari le racconteremo anche la storiella che si racconta, di quando Colombo scoprì l’America e ci trovò uno di Lucca che vendeva le figurine di gesso.

Perché questa è la storia che dicono di noi.

E d’altronde lei lo sa bene, nel suo albero genealogico compaiono nonni lucchesi, lucchesissimi.

Lucchesi che morivano sulle barche, le eterne barche delle eterne traversate oceaniche.

Le racconteremo anche la storia di padre Marchetti, sacerdote scalabriniano che accompagnava i suoi compaesani nei viaggi della speranza verso il Brasile e che, vedendo morire e gettare in mare i genitori di bambini piccolissimi, decise di occuparsene e di fondare orfanatrofi in quella terra lontana, meta di gente disperata, che lasciava tutto, a volte la vita, pur di gettare un seme sull’altra sponda del mondo.

Italiani, puzzolenti, fannulloni, pieni di figli e di disperazione.

Mafiosi. Truffaldini. Ladri.

Da lei prenderemo la più incredibile delle lezioni della storia: non respingere mai un immigrato, nel giro di due generazioni un suo discendente potrebbe perfino diventare presidente.

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2 risposte a Quando arriverà

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