Il prezzo da pagare

Ho sempre coltivato orchidee.

All’inizio morivano di troppe cure: troppa acqua, troppo sole, troppo tutto.

Poi ho imparato che sono piante gentili che si accontentano di poco: un po’ d’acqua ogni tanto (mai stagnante) un posto costante di luce e temperatura e tranquillo.

A Dresda era semplice, non c’erano mai estati troppo calde e le finestre di cucina erano la posizione perfetta.

Il trasloco mise a dura prova le mie amatissime piante.

Poche sopravvissero, tutte quelle che in qualche modo si erano prese cura di me.

Le phalenopsis non resistettero al caldo di quella prima estate lucchese e una dopo l’altra letteralmente bollirono, per ingiallirsi e morire senza appello.

La gente iniziò a regalarmene di nuove, d’estate le nebulizzavo spesso, e iniziarono a sopravvivere.

Ma erano tristi, depresse, sopravvivevano, invece di vivere.

Così quando iniziammo ad andare da nonna ida le portai con me.

Tutte le piante di casa vennero in vacanza in campagna.

Alla fine dell’estate erano tutte ringalluzzite, foglie nuove, rami in più, il vaso allargato.

La scorsa estate, non so come, le orchidee, che pensavo di aver messo al sicuro in una cassetta attaccata all’ombra del leccio, furono attaccate dalle chiocciole.

Le infami bestiacce banchettarono senza pietà sulle foglie carnose lasciando buchi, resti filacciosi e secchi dei vasi linfatici e, delle più giovani, non lasciarono che il mucchio delle radici annodate al colletto.

Cacciai via le malefiche bestie e guardai sconsolata la ciurma: ben poco restava delle splendide piante che erano.

Alla fine dell’estate tutti tornammo alla casa di Lucca come la chiama il piccolo e le orchidee, anche loro, trovarono il posto consueto in cucina.

Piano piano la vita ripartì.

Nuove foglie, nuove radici.

Adesso quasi ognuna di loro ha un lungo stelo ricoperto di piccoli boccioli.

E io le guardo, con orgoglio e riconoscenza.

Perché mi hanno insegnato che per fiorire, a volte, bisogna pagare il prezzo della paura di essere divorati, se questo significa conoscere il colore del cielo, le foglie del leccio, le ragnatele luminose dell’alba.

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4 risposte a Il prezzo da pagare

  1. marcoghibellino ha detto:

    prima del 2004 abitavo in collina ( sigh) , là delle chiocciole vasicide si prendevano cura i merli ( incuranti della mia gang di gatti) , spesso d’estate sentivo il tic tic tic di un merlo che sbatteva una lumaca su un sasso per aprirla , dal 2004 sono traslocato ahime in casette a schiera =.= e nel micro giardino ho problemi di lumache … mostruosi martini che farebbero avere un orgasmo ad un cuoco francese ; ho provato millemila metodi per sconfiggerle, non volendo ricorrere a veleni , finchè ne ho trovato uno pacifico, no kill , per deduzione logica UU , il metodo del mezzo mattone .

    1 sottovaso grande
    2 mezzo mattone nel mezzo su cui poggia il vaso ( o 1 mattone se il vaso è grande )
    3 due dita di acqua nel sottovaso

    le lumache non nuotano così si fermano sul bordo del sottovaso ma non riescono a salire ( in piu, a fine febb butto a caso manciate di semi di cicorino misto
    http://www.agribologna.it/getattachment/cfa07372-6b7a-4baa-9a00-fa6b8695dfc4/Radicchio-cicorino.aspx

    e di radicchi variegati


    se crescono bene se no amen, sono belli e decorativi buoni da mangiare in tutti i modi ( mmmm cotti ) mi distraggono le lumache dai vasi

    =.= erano arrivate a mangiarbi un vaso di Habenero chocolate e 1 di di fatalli piccantissimi

  2. donna allo specchio ha detto:

    Chissà perchè nella tua ultima frase ci vedo un’allegoria della situazione politica italiana (e francese), anche noi dobbiamo vincere la paura di essere divorati dai nostril lupi … :) e forse riusciremo a fiorire un giorno o l’altro ….

  3. marcoghibellino ha detto:

    per esempio:

    IlFattoQuotidiano.it / Economia & Lobby / Lobby
    Antitrust, multa da 678 milioni di euro a case automobilisitiche e finanziarie: “Un cartello per gestire i finanziamenti”

    Marcoghibellino
    ● poco fa
    Il commento è in attesa di moderazione | Modifica
    L’avete voluto il liberismo? …pedalare adesso

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