Grilli

La finestra spalancata, un tempo sospeso, su un autunno che non ce la fa a imporsi sul cielo azzurro di questo ottobre tiepido e asciutto.

Fuori, lontano, su qualche tetto di lucca, un grillo canta alle stelle, la gatta lo ascolta seduta sul davanzale.

Un grillo, minuscolo, ma potente, aiutato dal silenzio della sera.

I grilli, da bambina, mi facevano paura.

Ricordo la finestra di farneta, spalancata nelle calde notti d’agosto.

In cielo stelle straordinarie.

Nei prati un concerto ansiogeno di grilli innamorati.

Io avevo paura di quasi tutto, in effetti.

Della finestra aperta, dalla quale passavano i mostri.

Del buio della notte.

Dei fili dell’erba.

Dei grilli nascosti.

Allora leggevo e leggevo, senza mai smettere, lasciavo la luce accesa, ascoltavo le storie dei grandi nelle stanze di là, che parlavano di scuola, di politica, di lavoro.

Mi piacevano le storie dei grandi perché a volte coprivano il frinire dei grilli.

Perché mi dicevano, col loro parlare, che erano lì, che non ero da sola.

Nessun mostro mi avrebbe mangiato, se loro chiacchieravano in sala.

Nessuna paura poteva arrivare, se i grandi continuavano a discutere sui mille volti del partito comunista italiano.

Nessun cielo blu mi poteva divorare, fino a che le voci degli amici continuavano a interrompersi.

Farneta, i grilli, gli amici, mio fratello, in un colpo solo sono entrati dalla finestra col canto di un grillo.

Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

4 risposte a Grilli

  1. pensierini ha detto:

    Non ne hai più paura, vero? :-)

  2. marcoghibellino ha detto:

    ^________^

    Beginning of the end ( 1957) il primo bug’s movie

  3. Gianc. ha detto:

    Guarda… Hai ragione a temerli. Paura, terrore e raccapriccio nei confronti di quegli esseri abominevoli sono ampiamente ben riposti. E lo dico a ragione:

    Una notte un grillo decise di rintanarsi in cameretta mia, 12mq scarsi di palcoscenico in un piano terra che si affaccia su un giardino, e dar sfogo a tutto il suo musicale virtuosismo, ben protetto contro predatori, palette schiacciamosche, libri lanciati e scope, da qualche parte tra armadio, muro e libreria…

    120dB di potenza sonora che smetteva non appena, con le orecchie che fischiavano, accendevo la luce e iniziavo a dare la caccia al mostro, per riprendere quando, esausto, stremato e con i timpani doloranti, mi ributtavo finalmente nel letto.

    Non e’ bastato mettere tra me e lui due porte ben chiuse e andarmene a dormire sulla poltrona in soggiorno, no. Sono dovuto andare a dormire in macchina, non prima di aver trasformato la mia camera in una fedele diorama della seconda battaglia di Ypres.

    Il giorno dopo ho comprato le zanzariere.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...