Cara Rosa

Ho conosciuto una donna, una intelligentissima e bellissima donna.

Suora scalabriniana, brasiliana, colta e laureanda.

Fa una tesi di laurea su migrazione, giornalismo e comunicazione e, mio dio se ce n’è bisogno.

Mi ha intervistato ieri.

Voleva conoscere il modello italiano, le leggi, la situazione politica, come la conunicazione e la politica si influenzino a vicenda.

È stata una lunga, triste, intervista.

Non sono riuscita a vedere speranze, per questo imbruttito paese.

Una legge disumana, una politica fatta di proclami, un’opinione pubblica rozza e violenta, l’opposizione che dopo sette mesi ancora si guarda l’ombelico.

Mi sono vergognata, quando le ho descritto il nuovo decreto immigrazione.

Mi sono vergognata quando le ho dovuto confessare che secondo me no, questo paese non ha futuro.

Mi sono vergognata quando le ho dovuto dire che ormai la politica segue la propaganda e la propaganda amplifica la politica, così da alimentare una spirale che vedo peggiorare ogni giorno di più.

Ciechi e sordi alle idee nelle quali sono cresciuta.

Diritti.

Giustizia.

Uguaglianza.

Rispetto.

Sembrano brutte parole di cui vergognarsi.

È successo tutto così in fretta, come se questo orrore covasse da tempo sotto la cenere e non aspettasse altro che una folata di vento per divampare.

Cara, carissima Rosa, che ricchezza è stata conoscerti.

Porta con te il racconto di questo triste paese, che ha mandato nel tuo, a cercare fortuna, migliaia di emigranti, che vive di memoria corta, di illusioni e di gratta e vinci.

Portaci con te, nei tuoi grandi occhi neri, nel tuo sorriso spalancato, fra i tuoi capelli intrecciati.

Portaci via da qui.

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3 risposte a Cara Rosa

  1. AD Blues ha detto:

    E’ proprio quella spirale di cui parli che mi preoccupa.
    Anche io non vedo una via d’uscita.

    —Alex

  2. pensierini ha detto:

    Io la vedo, dai, bisogna sempre essere ottimisti. 😊

  3. marcoghibellino ha detto:

    ottimisti ok ma ..

    Praise the Lord and Pass the Ammunition

    ” Praise the Lord and Pass the Ammunition ” è una canzone patriottica americana di Frank Loesser , [1] e pubblicata come spartiti nel 1942 da Famous Music Corp. La canzone è stata una risposta all’attacco a Pearl Harbor che ha segnato il coinvolgimento degli Stati Uniti in Seconda guerra mondiale .

    La canzone descrive un cappellano (“pilota del cielo”) che si trova con alcuni combattenti che sono sotto attacco da un nemico. Gli viene chiesto di dire una preghiera per gli uomini che erano impegnati a sparare contro gli aerei in arrivo. Il cappellano mette giù la sua Bibbia, equipaggia una delle torrette della nave e inizia a sparare, dicendo: “Lodate il Signore e passate le munizioni”.

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