Mi ricordo

Mi ricordo che un giorno andammo a camminare, col Citti.

Che col Citti si discorre poco, e allora è bello camminare, così è quello che ci circonda a chiacchierare per noi.

Ero, eravamo, assai più giovani di adesso, stavo ancora a farneta e al Citti toccava venirmi a prendere, ogni tanto con la macchina, ogni tanto col motorino.

E quando si camminava a volte ci si perdeva, perché, va detto, il Citti ed io eravamo abbastanza rincoglioniti.

Quel giorno eravamo dalle parti del Serra, lui ricordava un sentiero, che una volta aveva fatto e gli pareva dovesse passare da lì.

Ma non è che se lo ricordasse tanto bene.

Ci ritrovammo su un percorso inesistente, ritto su per il monte, il sentiero cancellato, in terra tronchi d’ albero anneriti da un incendio.

Non ero mai stata in un bosco bruciato prima di allora.

Magari ne avevo visti, dalla strada, quando da lontano si guarda un colle pelato dal fuoco e ci si chiede come possa essere accaduto.

Ma dentro no, dentro non c’ero mai stata.

Sentire sotto i piedi il cricchiolio lugubre della morte, le mani nere di carbone, l’odore nel naso, la vista, tremenda, del disastro.

Arrivammo in cima a qualcosa e da lì ritrovammo la strada per scendere, in silenzio, entrambi colpiti dal bosco annientato.

A questo ho pensato, adesso che i monti bruciano di nuovo, adesso che il fuoco lambisce le case, le chiese, i monumenti, i musei.

A questo e al fatto che il bosco, per fortuna, di questo scempio, fondamentalmente se ne frega.

Se ne frega perché i tempi del bosco sono così lontani e diversi dai nostri.

Se ne frega perché quando sia io che il Citti saremo un ricordo lontano, il bosco invece sarà di nuovo lì, a ridere di noi e della nostra sciocca pretesa di rovinare la natura.

Quando quelli rovinati siamo solo noi, incapaci di vivere abbastanza a lungo per rivedere il bosco com’era.

Chiunque sia stato lo sappia: il bosco, fondamentalmente, se ne frega.

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Una risposta a Mi ricordo

  1. marcoghibellino ha detto:

    quando avevo 17 e 18 anni , d’estate sono stato volontario nella SPEIB (squadra prevenzione ed estinzione incendi boschivi , si allora comuni e provincie si rendevano utili, poi hanno smesso , le comunità montane sono state distrutte e gli incendi nei boschi hanno avuto un incremento del 40% negli ultimi 5 anni, ma vabbè siamo scarsi a forche in Italia) . Ricordo bene sia quanto è spaventoso un incendio in atto sia la tristezza del dopo; è vero il bosco se ne frega, se lo si lasciasse in pace o se si facesse rimboschimento con le giuste essenze , pini e abete nero ad esempio e NON conifere americane ( quelli blu! che hanno portato tra l’altro la peste dei cipressi )
    Però quando torni sul luogo del misfatto l’anno dopo e vedi

    è bellissimo

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