Dalla finestra

La luna spunta dietro le foglie del leccio.

Lo sa che la stiamo aspettando e si fa bella ogni giorno di più.

La guardo sorgere, a casa di nonna, dalla finestra di camera di zia.

Nella stanza accanto il piccolo parla senza tregua, il babbo a volte ce la fa a trattenersi, a volte scoppia in una risata.

Una nuvola passa sottile, come il foulard di una diva del cinema di un tempo lontano.

Fuori abbaia un cane, molto più piccolo della sua voce, passa una macchina, più rumorosa che grossa.

Fuochi d’artificio lontani borbottano senza fare paura.

Intanto la luna si toglie il foulard e rimane nuda, così, senza pudore, non sfacciata ma serena, libera, quieta come una donna addormentata dopo un lunghissimo giorno di lavoro.

Se mi vedesse, come io vedo lei.

Se vedesse il mio naso stanco, i piedi posati, le ginocchia poggiate l’una contro l’altra.

Se mi vedesse, sarebbe mia amica, luce di notte, quando più serve.

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3 risposte a Dalla finestra

  1. pensierini ha detto:

    Sono io amica tua, nella notte profonda, se ti accontenti.

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