Ortiche

Il piccolo ha avuto il battesimo delle ortiche.

“È cascato in un cesto di ortiche”.

È stato il laconico messaggio del babbo, arrivato mentre ero fuori casa.

Le ortiche sono come le croste sul ginocchio, come il volo in bicicletta, come il tonfo giù da un poggio.

Sono il prezzo necessario della libertà, dei tentativi, delle prove, del mestiere che entra, come mi avrebbe detto Santina, il mestiere di crescere.

E Santina aveva mille rimedi, per punture di ortiche, che passavano da sale e aceto a non ci pensà che po’ passa.

E anche sale e aceto, ho sempre avuto il dubbio che facesse parte del “non ci pensà che po’ passa”, servendo soprattutto a distrarti nella preparazione del rimedio.

Trovare il sale, trovare l’aceto, convincere i grandi a darteli, discutere dieci minuti e po’ passava da sé.

Ma Santina aveva anche un abracadabra preventivo, per le ortiche, che veniva usato nel momento più drammatico dell’estate: quando il pallone, infingardo, ci finiva dentro e per tirarlo fuori occorreva scegliere cosa sacrificare, le braccia o le gambe, essendo, in quei momenti, la voglia di riprenderlo più urgente della pazienza di cercare e trovare un bastone o una canna.

L’abracadabra permetteva di entrare nelle ortiche senza pungersi.

La magia funzionava quasi sempre.

Bisognava passare la mano fra i capelli, tante volte, in tutte le direzioni.

Poi si poteva rapidamente entrare nel cespuglio e uscirne indenni.

Mi sono chiesta mille volte quale fosse il segreto.

Forse l’unto dei capelli? Forse bastava essere convinti? Forse la rapidità?

Di una cosa ero certa: se me lo diceva Santina doveva per forza funzionare.

La prossima volta glielo insegno, al cucciolo.

Certo… se non ci ricasca dentro…

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25 risposte a Ortiche

  1. marcoghibellino ha detto:

    UU stò pipponeggiando sull’ortica (chiedo venia)

    http://www.gradozero.eu/gzenew/index.php?pg=nettle&lang=it

    comunque l’ortica è un prendi 3 paghi uno, a livello tessile , dà tela e coloranti ( verde da foglie) giallo da radici) per tingerla , i pregi farmaco-culinari invece sono molto di più

    per finire ginestra

    http://filieintreccivincenzatriolo.blogspot.com/2015/

  2. merda ha detto:

    Anch’io, ho la mia Santina :-)
    pens

  3. donna allo specchio ha detto:

    e pure io, mi è capitato anche da adulta di cadere sulle ortiche, ma non è la stressa cosa :)
    un bacio al piccolo

  4. paleomiki ha detto:

    io da piccola ci sono finita dentro in montagna, ed erano più alte di me…. ero tutta una bolla :D

  5. Tullio ha detto:

    “Quando il pallone, infingardo, ci finiva dentro”.
    Sei sicura di sapere cosa vuol dire infingardo?

    • letteredalucca ha detto:

      L’avevo imparato su Topolino. Mi piace. È un problema?

      • marcoghibellino ha detto:

        ahahah bella stoccata,

      • letteredalucca ha detto:

        L’ho DAVVERO imparato su Topolino!

      • Tullio ha detto:

        È un problema se dopo averlo imparato su Topolino, come mezza Italia, del resto (nessuna stoccata, temo, solo una battuta trita e banale), a quarant’anni suonati ancora non ne conosci il significato. Perché è evidente, dal testo, che l’hai usato a sproposito (confondendolo forse con “infido”). “Quando il pallone, infingardo, ci finiva dentro”… :D :D :D Il pallone pigro e indolente, pronto a mentire pur di non muoversi? :D :D Ma fammi il piacere, va’.

      • letteredalucca ha detto:

        In realtà era quello il senso, però non è che il problema mi appassioni

      • letteredalucca ha detto:

        In realtà era quello il senso, però non è che il problema mi appassioni. Ora, se può essere utile, questo blogghino ha molti, moltissimi errori di molti tipi. Ha più di dieci anni ed è stato scritto in ogni condizione e stato d’animo, di fretta, con calma, triste, allegro, con attenzione, con superficialità.
        Ho usato tastiere di varie impostazioni diverse, cellulari di vario ordine e grado, ho messo maiuscole e non, ho fatto, in buona sostanza, quello che mi è piaciuto fare.
        Se a lei dà fastidio un aggettivo mi spiace ma posso farci poco, d’altronde ci sono mille altri blogghini da leggere più interessanti di questo.

  6. marcoghibellino ha detto:

    vabbhè dai ^^ è comunque una bella parola , multietnica, latino-germanica ,

    https://it.wiktionary.org/wiki/infingardo

    più c’è quell’aspro suffisso longobardo … ard

    -ardo [dal secondo elemento di antroponimi germ., avente valore rafforzativo: Adalhard «uomo di alta nobiltà», Richard «uomo di grande potenza», usato poi anche in antroponimi il cui primo elemento è di origine lat., come in Leonardus]. – Suffisso derivativo di aggettivi, spesso sostantivati, tratti da nomi e aventi quasi sempre una connotazione peggiorativa: beffardo, bugiardo, codardo, dinamitardo, infingardo, testardo.

    =.= ma la devi smettere di farmi pensare a salvini ( minuscola voluta)

  7. marcoghibellino ha detto:

    prendi infingardo! ^^

  8. marcoghibellino ha detto:

    ho iniziato al liceo, non amavo il fioretto, ma adoravo spada e sciabola , una pausa negli ultimi anni dell’Univ. ( è uno sport impegnativo) poi il grande amore ^^ la scherma storica , spada di lato, striscia, spada + daga , spada bastarda ( 1 mano e mezza ) e due mani ^^.

  9. marcoghibellino ha detto:

    ^^ esempi :

    addestramento , per cui abbastanza lento

    più realistico

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