Amatissima

Sto leggendo, con colpevole ritardo sul regalo ricevuto per i miei quarant’anni, amatissima, di Tony Morrison.

Un libro molto bello, dal periodare sincopato come certi brutti ricordi, quando salgono alla mente come singhiozzi, e saltano da un incubo al successivo.

È ambientato nell’America dallo schiavismo, quando le persone erano oggetti, comprati, venduti, uccisi, torturati.

Non nasconde nulla, perché nulla c’è da nascondere.

A volte fa tremare le gambe.

A volte racconta cose lontane e tremendamente vicine.

Mi chiedo se l’unica sponda che sia rimasta, non alla sinistra, ma al buon senso, in questo paese, non sia uno sforzo culturale.

Leggere.

Far leggere.

Leggere a voce alta.

Scrivere.

Studiare.

Imparare.

Insegnare.

Ho comprato sulla spiaggia due libri, a un ragazzo senegalese.

Nel comprarli mi sono sentita quasi una resistente.

Per i due biscotti mangiati insieme all’ombra.

Per aver comprato libri.

Per aver ascoltato i suoi consigli su quali leggere.

Uno è per bambini.

L’ho preso al piccolo.

Glielo ho letto.

Già una decina di volte.

Lui mi ferma, mi chiede cosa vuol dire “di soppiatto”?

E io penso che ogni parola che gli insegno è una piccola difesa da questo barbarico mondo.

Penso che a leggere Facebook prenda male.

E che fuori sia pure peggio, perché almeno, su Facebook, quasi tutti gli amici che hai li conosci e li scegli.

Penso che se c’è una via d’uscita a questa tragedia, la via passa per le righe stampate di un libro, di un articolo di giornale fatto bene (come sono rari, mio dio, quanto sono rari).

Regaliamo libri.

Lasciamoli dentro ai bar.

Leggiamoli a voce alta in treno.

Leggiamoli ai figli, ai mariti, agli amici.

Studiamo.

Tanto.

Di più.

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3 risposte a Amatissima

  1. Silvia ha detto:

    Bravissima Lucia! Quanto hai ragione!

  2. marcoghibellino ha detto:

    mala tempora currunt !

  3. pensierini ha detto:

    Sulle spiagge mi sono fatta un guardaroba e una biblioteca, dagli uomini e dalle donne neri. :-) Comunque hai ragione: insegnare a leggere e a studiare è il miglior regalo che possiamo lasciare ai nostri figli e ai giovani in generale.

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