Così lontano, così vicino

Stasera siete tutti invitati.

A cercare di capire.

Sono felice che esista il bucaneve.

Sono felice che un giorno mi abbiano cercato, dicendomi noi avremmo bisogno di capire, ci aiuti a trovare qualcuno che ci racconti che succede?

Sono felice di averlo trovato.

Ma la cosa che mi rende davvero felice è che esista ancora gente che la sera esce di casa per capire cosa succede in un posto così vicino ma così lontano.

Che abbia voglia e bisogno di documentarsi, imparare, studiare, prima di parlare.

La rete è piena di gente che parla senza sapere, che condanna o assolve senza conoscere, che giudica senza approfondire.

In oltreserchio, non lontano da dove sono cresciuta, da dove mio fratello giocava a pallone sotto l’ argine del fiume, c’è questo piccolo sogno, questo fiore che sbuca timido ma deciso.

Un centro civico.

Nel senso più nobile della parola.

E domani sera sarò onorata di introdurre ma soprattutto di ascoltare.

Mi porterò la famiglia, un marito paziente e un figlio vulcanico.

Pensando a tutte le famiglie sbriciolate dalla guerra, dalla fuga, dalla paura, dalla morte.

E mentre mi sentirò fortunata di essere nata in una parte quieta del mondo, mi sentirò forse anche più vicina a chi, da qual mondo, è scappato per cercare un pochino di serenità.

A stasera!

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Una risposta a Così lontano, così vicino

  1. marcoghibellino ha detto:

    Un iniziativa assai lodevole , ma solo un inizio ; spesso purtroppo , a questi convegni si invitano storici, sociologhi, professori di scienze politiche etnologi ecc ecc , ma si sbatte sempre sul tabù delle parole guerra , militare conflitto e strategia , si evita di invitare storici militari , docenti di studi strategici e polemologia , scatta il pregiudizio ( dio sa se anche noi di sinistra ne abbiamo) cose militari = fascismo evitare di parlarne/affrontare il discorso , ma se davvero si vuole capire non si può scegliere solo gli ingredienti della zuppa che ci piacciono , altrimenti i convegni si limiteranno sempre a: la guerra è brutta ; oh che tragedia , quella povera gente ecc ecc e ne usciamo al solito certi di essere dalla parte del giusto, che è anche vero ma di fatto tale certezza è ideologica solamente se non basata su TUTTI i termini dell’equazione che sono anche militari ed economici ( il famoso cui prodest? )

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