Un bimbo e una bandiera

ebbene sì.

Il mio patriottismo esplode il 25 aprile.

Metto la bandiera alla finestra.

Metto il fazzoletto al collo.

Porto mio figlio alle celebrazioni ufficiali.

Ascolto la banda.

Canto l’inno di Mameli.

E faccio tutte queste cose per riscatto.

Perché dopo più di settant’anni, ancora, io sono consapevole che se riscatto c’è stato, se sono felice di tenere in mano una bandiera, se posso tenere, felice, mio figlio in braccio, è perché qualcuno ha combattuto il Male anche per me.

E anche per questo mio bimbo, venuto da lontano, da un paese che il 25 aprile ricorda il suo terribile genocidio, che in questi giorni è sceso in piazza a chiedere democrazia e partecipazione.

E mi fanno pena quelli che non vengono, quelli che non festeggiano, quelli che non gioiscono.

Perché non capiscono che il 25 aprile è la festa che permette pure a loro di stare su questo autobus che si chiama democrazia.

E così, con un braccio un piccolo e la sua bandiera, giuro a me stessa che questo piccolo armeno italiano amerà ogni altra nazione, portandone già in cuore due, ogni altra gente, ogni altro popolo.

Col sorriso sulle labbra.

Lontano, al sicuro dalla guerra.

Dalla guerra che divora i bambini del mondo, in paesi lontani che poco capiamo.

Sperando che il 25 aprile arrivi presto, per ognuno di loro.

Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...