Da nonna, al volo

Domenica siamo passati da casa di nonna ida, addormentata, in letargo, in attesa della bella stagione.

Ho potato le ortensie, sistemato le rose, controllato i danni del freddo alle piante lasciate all’aperto.

Dietro di me il soldo di cacio, fiero come un pollo, nei suoi stivalini.

E la casa riposa, in attesa del ritorno della famiglia più pazza del mondo.

E io bramo.

Bramo di vasi e terra e semi e forbici e progetti e sogni e amaca e altalena e foglie nuove e erba verde e panni stesi fuori e cielo sulla testa e un libro sotto braccio.

Bramo di ciabatte e vestiti leggeri e basilico da cogliere e salvia profumata.

Bramo di tovaglie aperte fuori e pranzi al sole e cene lente.

Bramo di primavera, di ripartenza, di risveglio.

Bramo di leggerezza, di tepore, di campi, prati, poggi, sassi, stecchi.

Bramo di pensieri liberi, sereni come il cielo di giugno, piccoli come bambini e bianchi come nuvole.

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3 risposte a Da nonna, al volo

  1. pensierini ha detto:

    Luci, spero che alle tue povere piante non sia successo niente di irreparabile. In questo caso, vedrai che troveranno dentro di sì la forza di riprendersi dalla botta e si riprenderanno, più forti e vigorose che pria :-)

  2. Isa ha detto:

    Fammi indovinare… niente riscaldamento? ;-)

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