Bimbi tedeschi e bimbi italiani

La mia amica Giulia vive a Berlino.

Un suo bimbo va al nido, l’altro alla “materna” (mi piace ancora chiamarla così).

Per martedì grasso ha fatto dei dolcetti da far portare ai bimbi per la festa.

Lo ha scritto su Facebook.

Tutte le mamme italiane hanno risposto che loro, per legge devono invece portare cibi confezionati, con scontrino e lista ingredienti.

E confermo, anche al nido del piccolo, c’è questa regola.

E io penso che siamo un paese destinato ad affondare nelle seghe mentali, nel mio figlio non può mangiare cibi col lattosio, il mio è allergico allo zucchero a velo, il mio è vegano, ho denunciato le maestre perché hanno dato a mio figlio pane e prosciutto…

E questo quando hanno da pochi mesi a pochi anni.

Non voglio sapere cosa li facciamo diventare quando saranno alle elementari prima, alle medie poi e via fino all’università: una massa di ultrasensibili attentissimi ai loro diritti e ignoranti dei propri doveri.

Guardi che io metto l’avvocato….

Nasce dalla torta confezionata, dalla lista ingredienti, dalla perdita di una serenità avvenuta fra la fine degli anni ottanta e la crisi economica.

Quando ero piccola ero fierissima delle frittelle di San Giuseppe che mia madre mi consegnava da portare a scuola, le aveva fatte lei e questo le rendeva un motivo di gloria assoluta.

Dove sia iniziata questa follia, che ci impedisce di andare a scuola da soli, portare una torta per tutti fatta da noi, accompagnare in macchina un compagno in piscina non saprei.

Un’idea ce l’ho: siamo tribù di figli e nipoti unici, sui quali riversare tutta l’ansia e le aspettative di genitori e nonni, creiamo piccoli mostri autocentrati e adulti egoisti e rognosi.

Forse ci farebbe bene rilassarci un po’, guardare cosa succede fuori dal nostro piccolo paese per scoprire che basta varcare le alpi e non esiste il guanto al supermercato, la retina nei capelli alle fiere di paese, il sacchetto per ogni cosa e che sono ancora tutti vivi.

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26 risposte a Bimbi tedeschi e bimbi italiani

  1. pensierini ha detto:

    Non ho niente da aggiungere, hai detto tutto tu.

  2. AD Blues ha detto:

    Sono molto combattuto sull’argomento.
    Da una parte è giusto tutelare i bimbi più “deboli” che hanno serie allergie alimentari (penso a chi va in shock anafilattico per un briciolo di frutta secca) e dall’altra penso che, anche per una di queste regole, non mi ricordo che siano avvenuti casi del genere.
    Forse basterebbe un briciolo in più di buon senso ma in un paese dove c’è bisogno di imporre per legge i vaccini (in Africa sono molto più civili ed i genitori fanno centinaia di chilometri per portare i figli agli ambulatori dove fanno le vaccinazioni!) credo che il buon senso si sia definitivamente estinto.

    —-Alex

    • Tatiana Ala ha detto:

      Noi in Germania, alleghiamo alle cose fatte in casa una lista degli ingredienti utilizzati e, siccome non siamo una fabbrica, i rischi di contaminazione (es tracce di frutta secca nella pizza) sono inesistenti. Solo le cose con le creme non possiamo utilizzare, per quanto sia un divieto più ufficiale che reale. Posso solo aggiungere che le colazioni internazionali a cui ho partecipato all’asilo del piccolo, sono quanto di meglio abbia condiviso con gli altri genitori, provenienti da molti paesi diversi

  3. NonPuòEssereVero ha detto:

    Un po’ di rispetto per chi ha una patologia non guasterebbe, eh.
    Fatevi un po’ di cultura su quello che subiamo noi allergici grazie a chi la pensa come voi. Qui trovi un po’ di cose http://www.nonpuoesserevero.it/search/label/allergie?m=1

    • Tatiana Ala ha detto:

      Sai che ti seguo da un po’, ma non facciamo di tutta l’erba un fascio. I casi come il tuo sono, per fortuna rari, e non sono i cibi confezionati a salvaguardati. Lo so, perchè leggendoti mi sono fatta una cultura sull’argomento. Basta scrivere gli ingredienti. Inoltre le maestre sono a conoscenza delle allergie degli scolari e avvisano gli altri genitori (ovviamente in forma anonima). Certe volte basta un po’ di buon senso.

      • NonPuòEssereVero ha detto:

        Tatiana tu segui nella tua cucina tutto quello che segue una grossa azienda? Te lo chiedo perché, per dire, anche persone a me molto vicine ci hanno messo anni a organizzarsi per la questione contaminazione :)

    • marcoghibellino ha detto:

      cartissimo/a , non facciamoci una sfilza di seghe mentali che Salvini basta e avanza; gli allergici sono una bassa anzi bassissima percentuale, mi pare quindi giusto che i loro genitori si prendano cura di informare asili e scuole su questo problema, e che gli istituti debbano obbligatoriamente tenerne conto. O ae in una scuola c’è un alunno non vedente tutti devono portare occhiali neri ?

      • NonPuòEssereVero ha detto:

        Se bastasse informare, non sarebbe stato necessario emanare una legge a tutela di noi allergici (che non siamo proprio in tre gatti). Questo succede proprio perchè se uno difende i diritti di un malato ecco che arriva quello che gli da del Salvini.

  4. rabarbara ha detto:

    Ti seguo da tanti anni, mi trovo spesso d’accordo con te e apprezzo davvero tanto la tua acutezza e la tua sensibilità. Ti prego, non cadere nel cliché del figlio unico: ti posso assicurare che esistono un sacco di figli unici che mettono al mondo un paio di bambini e li allevano con buon senso, senza considerarli principi o semidei, li puniscono quando si comportano male e, supportati da una comunità di persone consapevoli, fanno dolci da portare a scuola ben attenti alle esigenze di ognuno. Mai successo niente. Certo, siamo un piccolo centro, forse da noi è più facile. La tua considerazione che però mi sembra più importante riguarda quello che diventeranno nel tempo i bambini: spetta a noi e solo a noi non farne dei piccoli egocentrici, e l’unico modo è dire i giusti “no”. I piccoli anarchici di pochi anni che ci fanno sorridere, possono darci un sacco di problemi a sedici o diciassette.
    Spero di aver usato i toni giusti, non avevo certo intenzione di far polemica o offendere qualcuno.

  5. marcoghibellino ha detto:

    stasera sono particolarmente incazzato abbiate pazienza , ho avuto un inferno con connessione e modem e quando ho risolto (diciamo così) grazie a cambio modem e !(/ ho scoperto che ho perso tutti dico tutti i bookmark centinaia e centinaia di ricette siti di storia archeologia libri ecc ecc

  6. Isa ha detto:

    A me non piace questo sistema dove pare di dover vivere in tristi campane di vetro, però nn sono regolamenti imposti dal basso, dai genitori o altre categorie di cittadini: sono norme dello stato o regolamenti generati da enti pubblici. Chi li ha formulati e aprovati avrà ritenuto di curare così un interesse generale. Forse l’unica è domandarsi “cui prodest?”…

  7. marcoghibellino ha detto:

    Vedi Nonpuòesserevero, tu come ogni talebano di ogni ordine specie e colore nemmeno ti curi di leggere ciò che gli altri scrivono. Io ho detto: che i loro genitori si prendano cura di informare asili e scuole su questo problema, e che gli istituti debbano obbligatoriamente tenerne conto.

    Obbligatpriamente significa ” per legge ” ma non obligare TUTTI gli altri bambini a fare a meno di alimenti cui LA GRAND MAGGIORANZA NON E’ ALLERGICA

    purtroppo invece l’allergia al buonsenso è estremamentge diffusa

  8. Enza ha detto:

    Non avete idea di come possa essere repentina la contaminazione. I bambini per quanto le mamme possano istruire sono sempre bambini. C’è un certo pressapochismo nel commentare cose dicui si è solo sentito parlare e care mamme mi vergogno della vostra mancanza di sensibilità. Avete fatto muro verso una persona che ha problemi piuttosto che fare autocritica. L’autrice di questo post chiama follia una legge che tutela una patologia. Dante in che girone dell’inferno l’avrebbe collocata…..

  9. ciacco.29 ha detto:

    Anche io leggo quasi sempre in silenzio, ma questa volta vorrei aggiungere i miei due spiccioli.
    Vorrei, perché appartengo al novero di quelli che a lungo hanno mugugnato davanti all’obbligo di non portare a scuola cose preparate in casa con le.mie manine sante, poi è successo che la figlia di un’amica abbia manifestato allergie alimentari gravissime: un goccio di latte e parte lo shock anafilattico. Non è una vita facile e non solo per i rischi, immaginatevi una bimba piccola, in una struttura pubblica (il privato scordalo, non se la prendono una simile responsabilità) in cui insegnanti e dirigenti fanno, comprensibilmente, a cazzotti per non vincere il poco invidiabile incarico di essere quello che le dovrà fare la fiala di adrenalina se fosse necessario, perché ecco, non sempre si può aspettare il 118.
    Non li invito più a cena, perché non sono certa di avere una cucina che non sia.per lei un rischio.troppo grande a prescindere da ciò che cucino.
    Ecco.
    Quando ci avete pensato, vista che io ci vedo poco e oggi sono nervosa, risparmiate battute sugli occhiali scuri per non discriminare chi non vede, e immaginate di pretendere la.luce spenta perché ci vedete lo stesso, voi.i scuso se sono apparsa polemica, ma non è questa la dittatura della.minoranza questa è la.tutela.delle.minoranze. Non è la tutela pretesa da chi non vuole vaccinare, è la tutela data a chi non può dal fatto che tutti gli altri lo facciano.

  10. donna allo specchio ha detto:

    cara Lucia da figlia unica quoto le parole di rabarbara. non è il fatto di essere figli unici a rendere i bimbi di oggi egoisti, quanto l’educazione che i genitori sanno impartire. Detto cio passo al discorso allergie. E pensare che in Francia per la stessa volontà di proteggere i bimbi dalle allergie si predilige la soluzione opposta a quella italica: obbligare i genitori a portare dolci fatti in casa ma con una lista di divieti grossa come una casa e non comprati industrialmente. Secondo me lo sbaglio sta nella parola obbligare: non si puo in nome di qualsiasi principio, più o meno lodevole, imporre di fare in casa o di comprare industriale. E i genitori che lavorno e non hanno tempo e voglia di fare in casa ? e quelli a cui non piace mangiare industriale?

    • marcoghibellino ha detto:

      lo sbaglio sta nella parola obbligare

      esattamente e magari qualche volta fare i genitori , non aspettare sempre e solo che lo stato faccia da babbo e mamma

      • pensierini ha detto:

        Bravo, Marco. Fare i genitori può essere molto complicato, ma anche fare i figli lo è: spesso i genitori (o chi per essi) sanno essere terribilmente pressanti, mettono addosso al bambino allergico una pressione per lui insopportabile, perchè non gli perdonano di non essere come tutti gli altri, lo incolpano per questo, magari inconsciamente ma lo fanno.

  11. marcoghibellino ha detto:

    Il problema è che spesso riguardo alle allergie si parla per sentito dire . Praticamente tutti noi abbiamo allergie ma la ” gradazione” delle reazioni è vasta . Se fai un patch test ( corsi alla facoltà di dermatologia univ di Siena , quando mi occupavo di cosmesi) non esiste che sia completamente negativo alle decine e decine di allergeni cui vieni sottoposto , ma una cosa è starnutire o avere orticaria altro è lo shock anafilattico , che è un esito rarissimo . La reatà è che come accadde per i macrobiotici, o i vegani questa è nel 70% di casi una moda . Per l’amor del cielo! i talebani che hanno scritto sopra saranno sicuramente casi gravissimi , lungi da me dubitarne , anzi, spero che venga approvata una legge che a primavera quando l’aria è piena di pollini , obbilghi tutti a portare maschere antigas, così per non discriminare gli allergici.

    E adesso vado a rileggere
    http://www.giovis.com/cipolla.htm
    che ho bisogno di un ripasso

    … neanche gli Dei…

  12. Enza ha detto:

    Ma che dici. Le allergie alimentari sono una cosa quelle asmatiche un’altra cosa. Mi fai pena per il tuo modo di esprimerti e per le tue smargiassate. Per la tua cattiveria e ignoranza. Ti auguro avere una vita facile e non avere mai bisogno degli altri

    • marcoghibellino ha detto:

      non riconosceresti una frase sarcastica nemmeno se ti mordesse , e comunque sei tu che sei ignorante . Le allergie hanno tutte la stessa meccanica , sono i sintomi e gli effetti che cambiano, per esempio le reagine , anticorpi del gruppo delle immunoglobuline sono responsabili sia di asma bronchiale riniti allergiche e alcune forme di dermatiti ; comunque mi sono rotto

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