Sul binario

E così abbiamo portato Shushan al treno, il suo viaggio continua, per certi versi anche il nostro.

Sabato è stato un giorno bellissimo, pieno di gente, di calore, di bambini, di amici, di Armenia.

Armenia narrata, mostrata, raccontata, spiegata.

A un sacco di gente venuta per capire e per sapere.

A un centro civico che dimostra che quando a un territorio dai libri, spazi, buona volontà, occasioni, allora il territorio risponde, esce di casa, fa tardi la sera.

Gente che ha voglia di stare insieme e condividere una pizza, un pensiero, un sorriso.

Bimbi che si ritrovano, dall’altra parte del mondo rispetto a quello dove sono nati, per strani giri del caso, di nuovo insieme, cresciuti e per mano a mamma e babbo.

Domenica mattina, alla stazione, ci siamo salutati sperando di riabbracciarsi presto, tenendo in tasca qualche piccola lacrima per non intristirsi a vicenda e molti ricordi da usare per passare il tempo.

I suoi curati orecchini, le unghie perfette, lo smagliante sorriso, gli occhi di chi prende la vita sul serio.

I capelli neri come quelli di un bimbo che cresce ogni giorno di più.

A presto, e grazie, di tutto.

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2 risposte a Sul binario

  1. pensierini ha detto:

    Bellissima l’immmagine della città che risponde agli stimoli che voi le avete saputo offrire, e anche il senso di appartenenza alla vostra comunità solidale e sodale. Bello tutto.

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