Scusa, che c’hai cinque euro?

siccome la mia carta d’identità reggeva l’anima co’ddenti (a lucca si dice così).

siccome avevo dieci minuti e all’ufficio anagrafe non era ancora arrivato nessuno, depositato il piccolo all’asilo (dopo DIECI giorni di follia casalinga) sono entrata, ho preso un numerino e sono andata alla macchinetta per fare le foto per la nuova carta d’identità.

il cartello diceva: “accetta banconote da 10 e da 5 euro, non fa il resto”.
per cui mi sono ricomposta, ho guardato il portafoglio, avevo una banconota da venti euro e ho pensato: “va bene, vado al bar, prendo un caffé e col resto faccio le foto”.

così ho fatto, sono corsa al bar, trafelata ho preso il caffè e baciato un amico, ho chiesto che nel resto ci fosse una banconota da cinque euro e sono corsa via.

ho preso un nuovo numerino, avevo pochissimi

minuti.

mi sono infilata dentro con la stessa rapidità di superman quando gli scappa la pipì e ha addosso ancora la tutina blé, ho girato il seggiolino, sorriso, flash! ti piaci in questa foto?iobono, paio brigì bardò, ho preso le foto e sono scappata dalla signora.

che chiama il mio numero.
entro dentro, sorrido, buongiorno, buongiorno a lei, bada lì come sono bellina, ecco la carta vecchia, ecco il codice fiscale, ecco ventidue euro e ventun centesimi (precisi) che faccio, scappo?

la signora sorride, fa tutto, mette il codice fiscale, si segna il numero di cellulare, mette le foto nello scanner, io sono con la mano già sullo zaino per scappare.

“oh no! la foto non va bene!

sorride!”

cazzo.

penso.

poffarbacco.

dico.

Non avevo guardato ammodo le istruzioni: per le carte nuove, quelle elettroniche, NON SI POLE RIDE.

me l’ero scordato. Non si ride. Siamo gente seria e non si ride. Chioccona.

saluto, prendo la foto dove sono troppo allegra e esco.

non mi arrendo, ho ancora tre minuti boni.

in tasca una banconota da dieci euro.

faccio il giro degli uffici, fino a che non trovo una SANTA che me li cambia.

corro alla macchinetta, entro dentro come spiderman, non rido una sega nulla che non devo ridere (anche se mi vien da ride, tantissimo) riflash, ti piaci in questa foto? perlamadonna ada fia che sono, stampala!

prendo la foto, prendo un altro numerino, è quello dopo a quello che avevo io, entro subito, codice fiscale, numero di telefono, indirizzo, la foto è perfetta.

“ah no, il codice fiscale non corrisponde!”

svengo.

poi mi rinvengo che le ho dato quello del piccolo.

stordita mi scuso, NI do quello bono, NI ridò i ventidue euro e ventun centesimi, firmo, dichiaro che se mi stiacciano voglio donare gli organi, almeno quelli che funzionano, saluto, sorrido e corro via.

fra una settimana ritirerò la mia carta elettronica.

ovviamente con dentro la foto dell’omoragno.

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3 risposte a Scusa, che c’hai cinque euro?

  1. pensierini ha detto:

    Chi la dura la vince! :-)

  2. Isa ha detto:

    Che nn ride perché l’hanno ucciso (l’omoragno)…. ora via, è anche vietato sorridere… contraffa i lineamenti? 😁 Comunque la comodissima carta d’identità formato bancomat è finalmente anche a Lucca, ottima notizia!

  3. Luca Baccelli ha detto:

    Ecco, una volta un’assessora – vabbè, non si sarebe detto assessora; vabbè non c’erano assessori donne – la fila un l’avrebbe fatta.

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