La ronda di botte

Come commento a due fatti di cronaca esecrabili e intollerabili (due ragazze sono state aggredite in centro, la prima da un marocchino e la seconda da un ghanese) casapound si propone come garante della nostra incolumità in città e nei posti bui e pericolosi, al posto, dicono, di eventuali inefficienze delle forze pubbliche.

Chiaro che come assessora con anche la delega all’accoglienza di migranti e richiedenti asilo mi devo porre il problema del rispetto delle regole, per tutti, indipendentemente dal colore della pelle i reati si prevengono dove possibile e si condannano quando avvengono, tanto più se odiosi come quello di una molestia verso chi è più debole.

Ma la ronda in outsourcing no.

No.

Grazie.

Grazie davvero ma no.

Non tutti forse ricordano un non troppo lontano passato della nostra città, ma c’è stato un momento, una quindicina di anni fa (madonna come sono vecchia…) nel quale già altra gente, di orientamento politico non molto distante, proponeva le stesse cose.

Il fatto è, che se si esce dallo stato di diritto, poi il rischio di finire, a seconda di come va, non fra le persone da proteggere, ma fra quelle da perseguitare esiste.

Lo scrivo, perché mi capitò, una sera, di sentirmi dire, da uno di questi “signori” ridi, ridi, se un giorno ti capita qualcosa di brutto sai a chi dare la colpa.

Da quel giorno e per qualche settimana vissi le vie della città con un senso di sicurezza assai diminuito: cercavo di andare in bici, velocemente, possibilmente in compagnia.

Non mi piacque. Neanche un po’.

Come non credo piacque, al mio amico Edo, doversi ricostruire lo zigomo, a Daniele essere aggredito in via fillungo, e molto, molto altro.

Era il tempo delle città più sicure, delle strade vuote ma illuminate a giorno.

Era il tempo nel quale era facile diventare il nemico. I nomignoli erano robe eleganti tipo zecche o parassiti.

Era il tempo nel quale nel mirino delle ronde potevo temere di esserci finita io.

Per cui, ricordiamocelo sempre: oggi tocca ai neri, domani toccherà agli zingari, dopodomani potrebbe succedere a uno qualunque di noi.

Perché nessuno è al riparo dall’essere una minoranza fastidiosa per qualcun altro.

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5 risposte a La ronda di botte

  1. pensierini ha detto:

    Per chi poi la vocazione minoritaria e controcorrente ce l’ha nel sangue, figurarsi. Grazie, Luci, della tua testimonianza.

  2. donna allo specchio ha detto:

    come hai ragione Luci, a me queste storie di ronde sa di un passato nefasto della nostra repubblica che non ho vissuto, ma I miei genitori e I tuoi nonni si. Vorrei non tornasse. Mai più. Ma temo che la ggente abbia la memoria corta.

  3. marcoghibellino ha detto:

    e speriamo che prima o poi tocchi ai fascisti

  4. marcoghibellino ha detto:

    PS ” (madonna come sono vecchia…) ”
    =.= te eh?
    e io che mi sono commosso per questo?

    http://www.repubblica.it/spettacoli/people/2018/01/19/news/addio_ad_anna_campori_la_nonna_del_corsaro_nero_-186852203/

  5. marcoghibellino ha detto:

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