In tasca

Da qualche giorno giro con dei semi in tasca.

È granturco, rosso e rotondo, una varietà speciale che ho rubato alla mia mamma.

Sono sette o otto semi, che voglio seminare col piccolo per vedere cosa pensa a veder nascere una pianta.

Mi piacerebbe che capisse, che sognasse e che magari come me amasse le piante e con loro la vita.

Come con i fagioli magici che portano sulle nuvole, io cammino per la città sentendo in tasca con le dita i chicchi duri del granturco e sogno la pianta alta e baffuta che diventeranno.

Immagino lo stupore e le domande, penso alle storie da raccontare, sogno manine sporche di terra, stivalini e annaffiatoi.

Per ora il mio campo di granturco sta ancora in una tasca, ma come tutti i sogni che si rispettino è destinato a uscire e diventare grande.

Ieri sera, dopo una lunga giornata, il piccolo, già guarito e uscito, mi ha portato una castagna matta.

Mamma! Tagna! Metti tasca!

Mi ha detto con un gran sorriso.

Promette molto molto bene.

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8 risposte a In tasca

  1. pensierini ha detto:

    Tutt’so mèdra… :-)

  2. donna allo specchio ha detto:

    con me la mia mamma che ha il pollice verde ci ha provato, ma invano. Ho sempre preferito gli animali alle piante e quando parlava di piante con i suoi amici io mi annoiavo a morte. Tendevo a distrarmi e apensare ai fatti miei. Lo stesso vale per la scuola: si doveva piantare un fagiolo nel cotone. Io lo piantavo e poi me ne dimenticavo, lo lasciavo li a crepare.

    • pensierini ha detto:

      Ma povero fagiolo… :-) e le tue piante da appartamento, fanno la stessa fine? Le mie quasi. Ho lasciato morire di sete non so quanti ciclamini, credo una decina, che mi regalarono in occasione della nascita di mio figlio, il 1° febbraio di diversi anni fa: ero occupata a nutrire e cambiare lui e ne avevo più abbastanza, di loro mi scordai del tutto… :-)

      • donna allo specchio ha detto:

        crescendo sono un po cambiata, me ne occupo un po di più, la sola che mi crepa è la bessillisima orchidea vanda blu, la mia preferita, che ho smesso di comprare perchè mi fa troppo male vederla morire (e fa pure male al portafoglio oltretutto). I gerani sul balcone stanno bene e alcuni sono anche sopravvisuti ai – 15, dopo averli coperti ben bene. Lo stesso vale per le clematis. Solo una cosa: non bisogna regalarmi piante piccoline perchè quelle le faccio ancora crepare.

  3. donna allo specchio ha detto:

    quanto ai poveri ciclamini, mi sembra più che normale, tuo figlio passava avanti a tutto e immagino che dovevi essere talmente stanca dopo che non pensavi che a dormire. Lo vedi con le miei amiche che hanno bimbi : i ritmi cambiano il primo anno, si vive al ritmo del neonato

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