Caro papa Francesco

Sì, lo so, è lei quello che scrive, telefona, viaggia e fa lo splendido.

Però questo è il mio blogghino e ci sogno sopra ogni volta che lo desidero.

Mi è capitata una cosa molto triste.

Io e i miei compagni di classe abbiamo perso più di un amico e un conpagno, abbiamo perso il cuore del gruppo, l’amico di tutti, il generoso, l’allegro, il pazzo.

A dirgli ciao, a Livorno, eravamo molti, abbiamo ascoltato le sue canzoni preferite, gli abbiamo urlato “ciao” tutti insieme e ci siamo stretti, increduli e arrabbiati e tristi.

Ha parlato la sua compagna, con una forza d’animo incredibile, non mi stupisce che si fossero scelti.

E ho pensato ai tanti, troppi, funerali ai quali ho invece partecipato, celebrati da sacerdoti, e so di usare una parola che non mi compete, inadeguati.

Sacerdoti che dovevano riempire i dieci minuti di omelia e che copiavano e incollavano frasi vecchie di secoli.

E la gloria del padre, che non si capisce mai bene esattamente cosa sia.

E la croce di Cristo, che si porta o ci si sale o ci si viene portati o scesi.

E non si esce mai di lì.

Quante volte, davanti a una massa di gente in cerca di umanità ho sentito riti vuoti di ogni sentimento, come il guscio di una cicala volata via.

Quante volte è stata persa l’occasione di comprendere, tentando goffamente e inutilmente di consolare?

In fin dei conti lei rappresenta la religione di gran lunga maggioritaria in questo paese che si definisce cattolico.

Sarebbe possibile fare qualche scuola aggiuntiva di umanità a questi sacerdoti, sicuramente bravissime persone, ma inadatte a parlare al cuore ferito della gente?

Sarebbe possibile rinunciare forse a una parte di rito, per rimettere l’attenzione sulla parola ragionata e riflettuta?

Io credo che chi abbraccia una religione desideri, in questa religione, trovare risposte e motivi di forza, cosa si ricava dalle frasi fatte e ribollite come un minestrone di alcune omelie?

Lo so, io non faccio la preta e questi non sono fatti miei, ma sono fatti di persone a cui voglio molto bene che non si meritano un guscio vuoto, si meritano il canto della cicala.

Un caro saluto,

Lucettina

Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Una risposta a Caro papa Francesco

  1. pensierini ha detto:

    Cara Luci, rispondo a nome del papa (!). Il mistero della morte è tale anche per i cattolici, c’è la Fede o la fede, a seconda del prete che ce l’ha, ma poi basta. Se un prete non sa parlare al cuore e si limita a copiare è perchè è un piccolo uomo fragile e sfiduciato, sommerso da un ruolo più grande di lui, e va compatito. Se per caso vuoi leggere le omelie di prete dotto e ispirato, leggi qui: http://www.sestogiorno.it

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...