Le poppici

Le poppici sono la cosa più affascinante del mondo.

Servono per tagliare la carta, per minacciare i baffi di Frida gattonero, per fingere di tagliare le unghie dei piedi a Unser Sandmännchen dicendo affettuosamente “oa, amoe, io taiia unghie a te!” E molte altre cose perigliose e dannose.

A volte chiede di portarsele a nanna, ergendole al medesimo Olimpo di Norso, della Bimba e della Mucca.

Piano piano gliele sfilo mentre dorme e le tolgo dal letto, ma al mattino la prima cosa che chiede è “e le poppici?”

Che ci vuoi fare con le forbici, amore?

Io porto poppici a Iaia!

(Ilaria è la sua amata maestra).

Ai miei tempi le poppici si chiamavano “forbicine”, erano di metallo e avevano la punta tonda.

E tagliavano molte cose, i capelli delle bambole (con una barbie compresi un pomeriggio il concetto di “maipiù”… “quando le ricrescono?” Chiesi. “Maipiù” rispose mia madre), i vestiti di chiunque, e molte altre cose indesiderate.

Queste poppici invece sono ganzissime. Tagliano solo carta. E sono di plastica colorata, è praticamente impossibile far danni.

Certo, se non si pensa di sfidare, con le poppici, il gatto con gli stivali che sta dentro la televisione…

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