Bono

Il piccolo inizia a capire il concetto di “stare buono”.

Anche se siamo ancora ai rudimenti, diciamo cavernicoli, dell’etica.

Così, quando chiede di scendere dal passeggino promettendo solennemente di comportarsi bene (io bono, mamma!) incrocia le braccia e mette in scena la sua idea di buono.

Buono=fermo.

Puoi anche muoverti, amore. È solo che se mamma o babbo ti chiamano devi fermarti e venire subito!

La cosa lo lascia perplesso. Per un motivo preciso: lui sa che una volta assaporata la libertà di correre e girellare, gli sarà praticamente impossibile ubbidire a un richiamo, tanto forte sarà l’istinto di volare, di spiccare il salto su, nel cielo, a braccia aperte.

Qualche tempo fa avevo trovato un trucchetto.

Un braccialetto di gomma che gli piaceva molto.

Lo avevo chiamato “il braccialetto del bravoLeo”.

Se si comportava bene, gli mettevo il braccialetto e poteva portarlo per tutto il tempo che la buona condotta perdurava.

Qualche giorno fa, mentre sfoggiava l’azzurro braccialetto, è corso verso di me, se lo è tolto, me ho ha riconsegnato ed è corso via, libero da ogni impegno.

Io corro, mamma!

Quel giorno ho capito che non lo infinocchierò tanto facilmente, il mio piccolo diavolo.

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3 risposte a Bono

  1. AD Blues ha detto:

    Furbastro! :)

    —Alex

  2. Tiziana ha detto:

    Favoloso :-D

  3. pensierini ha detto:

    Lo adoro, quel bambino! Siete fortunati, ad averlo avuto voi, ma proprio tanto! <3

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