L’intellettuale

Prima di un lungo viaggio in macchina con mio fratello avevamo un sacro rito: la possibilità, in edicola, di scegliere più di un giornalino.

L’occasione era rara e ghiotta, avendo fin da piccoli l’obbligo di condividere le cose, anche Topolino, fumetto sacro della nostra infanzia.

Così io di solito sceglievo un grande classico Disney e lui Più, che aveva sempre un giochino in regalo.

Poi chiedevamo anche il Topolino della settimana, ottenendo tre fumetti, un risultato strabiliante.

Ho quindi portato il principe a scegliere un librino e non ho resistito quando, con la Pimpa in mano mi ha guardato e mi ha detto: “due!”.

Il viaggio è quindi filato liscio, ha dormito e guardato un cane bianco a palle rosse che faceva a gara di velocità con una farfalla e Masha che faceva dannare Orso.

Arrivare qui è sempre un po’ tornare bambini, la franche comté è un luogo del cuore, i suoi prati e i suoi abeti un panorama che ogni volta mi rimette a posto le ossa.

Esserci con thelma e famiglia è perfetto.

Pochi giorni, giusto per scavallare ferragosto, da passare coi calzini e la maglia pesante, assaggiando formaggio e rivedendo vecchi amici, magari davanti a un kir “vin blanc-cassis”.

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2 risposte a L’intellettuale

  1. pensierini ha detto:

    La Pimpa è un mito :-) ti rivelo una cosa che ho imparato: è ottima per imparare a leggere, perchè il carattere è stampatello e della misura giusta. :-)

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