A casa di nonna

A casa di nonna si resiste al caldo appiccicoso di Lucca.

Si aspetta che cali la notte, che il cielo allenti la morsa di sole e di caldo, che gli alberi inizino a confondersi col buio del cielo.

Allora si ciondola in giardino, tutti e tre, un po’ stanchi, nervosi dalla giornata bollente, e si aspetta.

si aspetta che il fresco della sera allenti la distanza fra le orecchie, rilassando la testa e i pensieri, si aspetta che piano piano la temperatura scenda e un brivido leggero ci dica che il caldo è finito, si aspetta che tutto rallenti, che le cicale si addormentino, che le stelle si accendano, che la luna brilli.

la sera, a casa di nonna, scorre lenta e placida.

addosso i vestitacci che la vita cittadina non permette, magliette logore, ciabatte ai piedi.

casa di nonna è la tana dove tornare, quella da dove ripartire la mattina cercando di assomigliare a persone serie, coi vestiti puliti staccati dal filo in giardino, una pettinata veloce ai capelli, delle scarpe abbastanza scomode da sembrare per bene.

e quando ci si ritrova la sera, ognuno con il suo fiume percorso, casa di nonna è il lago dove tuffarsi.

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