Sassi

Ho ereditato da mio padre la voglia e la pazienza di cercare sassi sulla riva del mare.

In quanto a lanciarli era ed è invece mia madre la regina di famiglia, mancina e amante dei rimbalzi infiniti.

Così, mentre il piccolo tira, lancia, scopre, soppesa e valuta, io amo sedermi e cercare, frugare, setacciare e dividere, dandomi ogni volta uno scopo diverso.

Ora la ricerca di vetri levigati, ora quella di quarzi traslucidi, ora miche iridescenti.

Ieri avevo deciso di cercare dei sassi “tutti uguali”, dello stesso identico materiale, dello stesso colore, della stessa liscia superficie. 

Ogni volta che ne trovavo uno lo mettevo sull’asciugamano, al riparo dal lanciatore seriale duenne.

Mi piace cercare i sassi uguali, cogliere quel particolare che li distingue dal resto dell’incredibile zuppa di sassi portata dal mare, che prende e rimescola tutto, facendo incontrare la montagna e il piano, in un unico viaggio rimuginato, arrotolato, acciottolato.

Mi piace concentrarmi su un colore solo, e, una volta visto, agguantarlo prima che l’onda rimescoli e nasconda, confonda e porti via.

Dopo poco ne avevo una decina, di sassi tutti uguali.

Come un bimbo col suo tesoro mi sono allora messa a guardarli, per scoprire, con un sorriso, che anche loro erano tutti diversi. 

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Una risposta a Sassi

  1. Angela ha detto:

    A forma di cuore?

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