diego

diego ha otto anni e i denti davanti appena rimessi, due bellissime palette di quelle che ti rendono la faccia simile a un grande criceto, nell’attesa che anche il resto del viso si adegui alla nuova dimensione.

so come si chiama perché è il nome che più si sente sulla spiaggia, pronunciato dai due esausti genitori.

e, devo essere sincera, da mamma di principe maschio, un po’ temo il triste futuro di un ottenne indomabile e palloso, come solo gli ottenni sanno essere. ma staremo a vedere.

sarà perché ne temo il comune destino ma non riesco a farmi stare antipatico né diego, lo sfrantumapalle da spiaggia né, tantomeno, i due poveri genitori.

diego ha un problema: si annoia. e si annoia perché ha otto anni, energia di un razzo atomico, un inutilizzabile fratellino di quasi due e due genitori, nessun cugino, nessun amico.

e diventa difficile anche farseli, gli amici, se si è un caterpillar che prende i giochi di tutti, se si parla a macchinetta senza mai smettere, se non si lascia lo spazio per respirare in una spiaggia lunga come una quaresima.

diego si tuffa in acqua e finge di annegare, diego ruba le palette ai bambini, diego conosce e spiega, non richiesto, tutti i fiumi del nord italia, diego fa la verticale, la capriola, il salto mortale, le divisioni a due cifre e estrae radici quadrate anche dai sassolini del mare.

diego desidera solo una cosa, ardentemente, bramosamente, senza tregua.

un applauso, scrosciante e duraturo di tutto il bagnasciuga, che parta dai suoi genitori, coinvolga le vecchie dai sottanoni neri, i vecchi col cappello e i baffi, le mamme puppute, i babbi con la pancia, i danesi in vacanza, le bambine coi braccioli, i neonati spalmati di crema come un bigné, i tedeschi con la pizza all’ananas del ristorante di fronte, i venditori di teli da spiaggia con i quattro mori fatti in cina, le signore del bar, la signora con la settimana enigmistica ferma, da una settimana, a pagina 12, i due gemelli col cappello uguale comprato a decathlon e la signora incinta che non vuole bagnarsi.

quello vorrebbe.

che tutti, per un minuto, dicessero “ooohhhh, che bravo diego!”

e credo sia umano, chi non lo vorrebbe? anche a me piacerebbe.

domani glielo organizzo io, a diego, un applauso come si deve, vediamo se dopo sta buono per un pochino.

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11 risposte a diego

  1. AD Blues ha detto:

    Verrei a darti una mano guarda!

    —Alex

  2. marcoghibellino ha detto:

    in effetti è la migliore delle due soluzioni che mi erano venute in mente, l’altra era il colpo del coniglio , ma l’ho scartata

    • donna allo specchio ha detto:

      io avevo pensato ad un altra cosa, ma non si puo dire :) poi la nostra lucettina che è mamma rischia di non gradire

  3. Federica ha detto:

    Ogni bagno ha il suo Diego!
    Al nostro, la sua mamma prendeva il sole tutto il tempo salvo svegliarsi improvvisamente e urlare il suo nome, il padre leggeva sempre ilsoleventiquattrore e ogni tanto veniva a recuperare Diego. Magari nel momento in cui tu cercavi di spiegare a Diego che almeno una delle 10 tazzine di plastica gialla sarebbe stato carino se rimaneva nelle mani di Anna che così potevano fare finta di bere il tè, mentre se le teneva tutte lui Anna si arrabbiava per forza. Il padre arrivava sempre con un sorrisetto da colonizzatore milanese, l’arietta mista di scuse e malcelato orgoglio per quel figlio che a 4 anni già mostrava l’attitudine al comando e forse il piglio del conquistatore. Faceva prima una sgridatina a tuo pro (tanto che Diego nemmeno se lo filava) e anche li era fortemente percettibile che il desiderio del nostro Diego sarebbe stato quello che anche il padre si prendesse il tempo di bersi un tè di sabbia con noi.

  4. pensierini ha detto:

    Forse che sì, forse che no, e chi lo sa, cosa vuole davvero Diego? forse, bisognerebbe essere nei suoi panni…

  5. donna allo specchio ha detto:

    Voi avete avuto i vostri diego. Pochi giorni fa in una spiaggia pugliese io ho avuto una piccola anna maria (toh guarda, il mio nome per giunta) che diceva :”Sono proprio incivili. I vetri nell’acqua. Poi i bambini si feriscono”. Dentro di me sorridevo con tenerezza perchè quella bambina saputella mi sembrava il mio ritratto a 4 anni. Poi ho continuato la mia passeggiata e nella spiaggia vicino ho visto delle carte di gelato buttate da stronzi incivili. La grande Anna maria le ha raccolte mormorando ” ha proprio ragione la ragazzina! che incivili! poi i delfini muoiono” e con rabbia le ha gettate nella spazzatura più vicina. Della serie: la grande anna maria è solo + inkazzosa

  6. donna allo specchio ha detto:

    quanto al terremotino di Diego, poverino, ma nello stesso tempo a me divertono i bimbi cosi (per 30 minuti e a 20 metri da me)

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