Ode al prosciutto e melone

(Pausa di riflessione da una campagna lunga e bollente, favorita dallo streptococco, la pausa, mica la campagna)

 Gli antibiotici puzzano di culo, allappano la lingua e la rendono simile a una coperta infeltrita.

Sempre meglio del perpetuo sapore amarissimo che regalano le placche in gola e la febbre alta.

Poca voglia di mangiare, tanta, inesauribile, sete.

Ed eccolo lì, spicchi di luna arancioni pronti, puliti, preparati con cura e pazienza.

Un pezzetto di prosciutto, uno di melone, un litro di acqua gelida gassatissima.

Un morso d’estate.

Un morso di luna al tramonto, un morso che leva la sete e addolcisce il palato. 

Un altro e un altro ancora. 

Accanto a noi, un bimbo felice morde quelle fette di luna, introgolandosi fino alle orecchie e ogni tanto alza la bocca, indica col dito il nuovo obiettivo e ordina perentorio: “Pucco!”

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Una risposta a Ode al prosciutto e melone

  1. pensierini ha detto:

    ‘prosciutto’? :-)

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